Perché Panamá, e per chi

Panamá non vende passaporti. Non esiste una citizenship by investment panamense, e chi la promette sta descrivendo male un percorso di residenza. Quello che Panamá offre è una cosa diversa e, per certi profili, più solida: un accesso rapido alla residenza permanente, un sistema fiscale territoriale, e — dopo cinque anni — la possibilità di chiedere la naturalizzazione.

Per il cittadino italiano c'è un elemento che rende Panamá un caso quasi unico nel panorama comparato: un trattato bilaterale del 1965 che gli riserva un canale privilegiato, distinto e più leggero rispetto a quello aperto a tutti gli altri stranieri. È il motivo per cui questa pagina distingue nettamente due percorsi.

Il Trattato di Amicizia, Commercio e Navigazione Italia-Panamá

Il Trattato di Amicizia, Commercio e Navigazione fra la Repubblica Italiana e la Repubblica di Panamá è stato firmato nel 1965 e reso esecutivo in Italia con la Legge n. 15 del 1966. Il suo effetto pratico, sul piano migratorio, è che il cittadino italiano gode a Panamá di un trattamento assimilato a quello del cittadino panamense per l'esercizio di attività economiche e professionali.

Da questa clausola discende la sottocategoria migratoria comunemente chiamata permanente por país amigo en virtud de tratado: la residenza permanente si ottiene dimostrando di svolgere — o di volere svolgere — un'attività economica o professionale a Panamá, tipicamente attraverso una società panamense di cui si è socio o amministratore, oppure un rapporto di lavoro con un datore panamense.

Il punto che conta

La differenza rispetto alla Friendly Nations Visa non è di grado, è di natura: il canale italiano non richiede un investimento minimo di 200.000 dollari. Richiede un'attività economica reale e documentabile. È una soglia qualitativa, non quantitativa — e per il professionista o l'imprenditore italiano è enormemente più accessibile.

Due avvertenze oneste. La prima: la prassi del Servicio Nacional de Migración evolve, e i requisiti documentali applicati allo sportello sono cambiati più volte negli ultimi anni; quello che il trattato garantisce è il canale, non un elenco di documenti cristallizzato. La seconda: «attività economica» non significa una società di comodo aperta il mese prima. Va costruita come una posizione reale, perché è su quella che si giocherà, cinque anni dopo, la domanda di naturalizzazione.

La Friendly Nations Visa per tutti gli altri

Chi non è italiano — o l'italiano che preferisca non passare dal trattato — utilizza la Friendly Nations Visa, riservata ai cittadini di una lista di paesi considerati «amici» da Panamá. La categoria è stata profondamente riscritta dal Decreto Ejecutivo n. 197 del 7 maggio 2021, che ha eliminato la vecchia via facile — costituzione di una società più deposito bancario di 5.000 dollari — e l'ha sostituita con tre percorsi economici alternativi:

Il decreto del 2021 ha anche introdotto una struttura a due tempi: si ottiene prima una residenza provvisoria di due anni, e solo successivamente — con una seconda istanza — si accede alla residenza permanente. Il coniuge, i figli minori (e gli under 25 studenti a tempo pieno) e i genitori a carico possono essere inclusi come dipendenti.

Dalla residenza alla cittadinanza: la naturalizzazione panamense

L'articolo 10 della Costituzione panamense richiede, per la naturalizzazione ordinaria, cinque anni di residenza permanente continuativa nel territorio della Repubblica. Il termine scende a tre anni per chi è coniuge di cittadino panamense o ha figli panamensi.

La rinuncia richiesta da Panamá — e perché non fa perdere la cittadinanza italiana

Qui sta il nodo che genera più confusione, ed è il punto su cui vale la pena essere precisi. La Costituzione panamense richiede che l'aspirante cittadino rinunci espressamente alla cittadinanza di origine e presti giuramento rinunciando ai vincoli civili e politici con il paese di provenienza.

Questo, però, è un requisito di diritto panamense, che produce effetti nell'ordinamento panamense. Nell'ordinamento italiano la perdita della cittadinanza è disciplinata dall'art. 11 della Legge 91/1992, e si verifica soltanto se il cittadino rinuncia formalmente davanti all'autorità italiana competente — consolato o ufficiale di stato civile — e risiede o stabilisce la residenza all'estero. Una dichiarazione resa davanti a un'autorità panamense, per quanto solenne, non integra quella fattispecie.

Conseguenza pratica

L'italiano che si naturalizza panamense resta cittadino italiano a tutti gli effetti per l'ordinamento italiano: conserva il passaporto, l'iscrizione AIRE, il diritto di voto e la cittadinanza dell'Unione europea. Si trova cioè in una condizione di doppia cittadinanza di fatto, che l'Italia riconosce pienamente e che Panamá formalmente non contempla. È un'asimmetria comune — la stessa che si incontra con la Spagna — e va gestita con consapevolezza, non subita per caso.

Il profilo fiscale: territorialità panamense e presunzione italiana

Panamá adotta un sistema di tassazione territoriale: i redditi prodotti fuori dal territorio panamense non sono soggetti a imposta panamense. È l'elemento che attrae la maggior parte dei clienti che mi scrivono su questo tema.

Il problema non è quasi mai panamense: è italiano. Panamá è compresa negli elenchi del DM 4 maggio 1999, il decreto che individua gli Stati a fiscalità privilegiata ai fini dell'art. 2, comma 2-bis, del TUIR. Per il cittadino italiano cancellato dall'anagrafe e trasferito a Panamá opera quindi una presunzione relativa di residenza fiscale in Italia, con inversione dell'onere della prova: non è l'Agenzia delle Entrate a dover dimostrare che sei rimasto residente, sei tu a dover dimostrare che te ne sei andato davvero.

Che cosa significa in concreto, dopo la riforma della residenza fiscale operata dal D.Lgs. 209/2023: l'iscrizione AIRE è necessaria ma da sola non basta mai. Servono sostanza e prova documentale — abitazione stabile a Panamá, centro degli interessi personali e familiari, presenza fisica, conti, utenze, scuola dei figli. Il trasferimento va costruito prima, non giustificato dopo.

Gli errori che vedo più spesso

Sintesi informativa

Per un italiano Panamá è, sul piano migratorio, uno dei paesi più accessibili al mondo: il trattato del 1965 apre un canale che non richiede investimenti minimi, ma soltanto un'attività economica reale. La cittadinanza, però, non è rapida né automatica — cinque anni di residenza permanente, spagnolo, esame civico e una decisione discrezionale dell'esecutivo. Il vero terreno di rischio non è panamense ma italiano, e si chiama residenza fiscale.