Questo articolo mette a confronto i due regimi, evidenzia i punti in cui rischiate di pagare due volte (o, peggio, di non sapere di dover pagare), e indica gli strumenti per coordinarli.

Il quadro a colpo d'occhio

In una frase: in Italia si paga l'imposta di successione sui beni trasferiti, con aliquote basse (4–8%) ma applicate quasi sempre, anche su patrimoni modesti se gli eredi sono lontani parenti o estranei. Negli Stati Uniti si paga l'estate tax federale sul patrimonio del defunto, con un'aliquota progressiva fino al 40%, ma con un'esenzione di 15 milioni di dollari per persona (30 milioni per una coppia sposata) a partire dal 2026 — il che significa che la stragrande maggioranza degli americani non la paga mai.

Il vero problema non è quale sistema sia più caro: è che i due possono applicarsi contemporaneamente, perché aggrediscono il patrimonio con criteri di collegamento diversi.

Il regime italiano: aliquote e franchigie

L'imposta di successione italiana (d.lgs. 346/1990, profondamente rivista dal d.lgs. 139/2024 in vigore dal 1° gennaio 2025) si applica sui trasferimenti per causa di morte e funziona così:

  • 4% sul valore eccedente €1.000.000 per coniuge e parenti in linea retta (figli, nipoti diretti, genitori);
  • 6% sul valore eccedente €100.000 per fratelli e sorelle;
  • 6% senza franchigia per altri parenti fino al quarto grado e affini in linea retta;
  • 8% senza franchigia per tutti gli altri (inclusi conviventi non uniti civilmente, amici, beneficiari estranei).

A questa imposta si sommano, sui beni immobili in Italia, l'imposta ipotecaria (2%) e l'imposta catastale (1%), ridotte a 200 euro fisse ciascuna se l'erede applica le agevolazioni "prima casa".

La regola di collegamento territoriale

Qui entra il punto critico. L'art. 2 d.lgs. 346/1990 prevede che, se il defunto era residente in Italia al momento della morte, l'imposta si applica su tutti i suoi beni ovunque si trovino. World-wide basis. Significa che l'appartamento a Brooklyn, il 401(k) presso Fidelity e il conto Charles Schwab di un cittadino italiano residente a Milano rientrano tutti nel calcolo dell'imposta italiana.

Se invece il defunto era non residente in Italia, l'imposta colpisce solo i beni esistenti in Italia (immobili, conti bancari italiani, partecipazioni in società italiane).

Novità 2025–2026

Il d.lgs. 139/2024 ha introdotto due cambiamenti importanti per chi pianifica:

  1. Autoliquidazione: dal 2025 è l'erede a calcolare l'imposta in dichiarazione (quadro EF), non più l'Agenzia delle Entrate a notificare.
  2. Abolizione del coacervo successorio: le donazioni fatte in vita non si sommano più all'asse ereditario per erodere la franchigia. In pratica, un genitore può donare oggi 1 milione di euro a un figlio (esente) e lasciargliene altri 1 milione in eredità (esente), risparmiando rispetto alla disciplina precedente.

Il regime statunitense: estate tax federale

Negli Stati Uniti l'imposta non grava sull'erede ma sul patrimonio (estate) del defunto, che la paga prima della distribuzione. L'aliquota è progressiva fino al 40%, ma — e qui sta tutto — si applica solo sull'eccedenza dell'unified credit exemption, che per il 2026 è di 15 milioni di dollari per persona, indicizzata all'inflazione.

L'One Big Beautiful Bill Act, firmato il 4 luglio 2025, ha reso "permanente" questo importo, eliminando lo scenario sunset che avrebbe riportato l'esenzione a circa 7 milioni a partire dal 2026. Una coppia sposata, con il meccanismo della portability, può schermare fino a 30 milioni di dollari complessivi.

A chi si applica

Qui scatta la regola di collegamento più aggressiva al mondo: gli Stati Uniti tassano in base alla cittadinanza, non alla residenza. Un cittadino USA che vive a Roma da quarant'anni resta soggetto all'estate tax federale sui suoi beni in tutto il mondo — casa in Trastevere inclusa.

Per i non-cittadini non residenti (NRA — Nonresident Aliens), invece, lo scenario è opposto e ben più severo:

  • l'esenzione crolla a soli $60.000;
  • l'imposta colpisce solo i beni situati negli Stati Uniti (US-situs assets: immobili in USA, azioni di società USA, alcuni conti).

Tradotto: un italiano non residente che muore lasciando ai figli un appartamento a Manhattan da 2 milioni paga estate tax USA sulla parte eccedente i 60.000 dollari, fino al 40%. Una sorpresa molto sgradita per chi non ha pianificato.

Imposte statali

Oltre al federale, alcuni stati applicano una propria estate tax o inheritance tax: Massachusetts, New York, Oregon, Washington, Minnesota, Illinois, Connecticut, Maryland, District of Columbia, Hawaii, Rhode Island, Vermont (estate); Maryland, Kentucky, Nebraska, New Jersey, Pennsylvania (inheritance). Le soglie statali sono spesso molto più basse (es. New York: $7,16M nel 2025; Massachusetts: $2M). La residenza del defunto, e la situs dei beni, contano enormemente.

I punti di attrito tra i due sistemi

1. Doppia imposizione potenziale

Un cittadino USA residente in Italia che muore lasciando un patrimonio di 3 milioni di euro composto per metà da beni italiani e per metà americani può ritrovarsi nel mirino di entrambi i fisci: l'Italia tassa il worldwide estate (residenza), gli USA pure (cittadinanza).

2. Il trattato bilaterale del 1955

Per fortuna esiste una Convenzione tra Italia e Stati Uniti contro la doppia imposizione in materia di successioni, firmata il 30 marzo 1955 ed entrata in vigore nel 1956. È un trattato vecchio e limitato, ma fissa due principi cardine:

  • regole di localizzazione dei beni (immobili dove sono fisicamente, azioni dove ha sede la società, ecc.);
  • meccanismo di credito d'imposta: l'imposta pagata in uno Stato è scomputabile dall'imposta dovuta nell'altro, entro certi limiti.

Il trattato non azzera la doppia imposizione, ma evita le situazioni più gravi. Va letto con un avvocato esperto perché contiene asimmetrie sottili.

3. Il QDOT per il coniuge non cittadino USA

Una trappola classica: il marital deduction — la deduzione che permette di lasciare tutto al coniuge senza estate tax — non si applica se il coniuge superstite non è cittadino USA. La soluzione è il Qualified Domestic Trust (QDOT): il patrimonio passa in trust, l'imposta è rinviata fino alla morte del coniuge o alle distribuzioni di capitale. Per le coppie miste italo-americane è uno strumento quasi obbligato.

4. Conti pensione USA (401(k), IRA)

Gli IRA e 401(k) sono sottoposti a estate tax USA come tutti gli altri asset, ma includono anche income tax sui prelievi (income in respect of a decedent). L'erede italiano paga income tax USA su ogni prelievo e, separatamente, l'imposta di successione italiana sul valore del conto. Lo scomputo via trattato è parziale e tecnicamente complicato.

Aspetti pratici: quadro RW, FBAR e dichiarazioni successorie

Chi è doppio cittadino o residente con asset oltre Atlantico ha tre file di adempimenti:

  • In Italia: dichiarazione di successione entro 12 mesi (telematica via Agenzia delle Entrate); quadro RW del de cuius per gli asset esteri detenuti (di competenza degli eredi se il defunto era inadempiente, almeno per le annualità non prescritte).
  • Negli USA: Form 706 (United States Estate Tax Return) entro 9 mesi dalla morte, dovuto se l'estate lorda supera l'esenzione oppure se si vuole fare l'election di portability tra coniugi. Per cittadini USA va dichiarato l'estate mondiale.
  • Form 706-NA: per non residenti non cittadini con beni US-situs sopra i 60.000 dollari.

Sul fronte FBAR/FATCA: i conti italiani del defunto cittadino USA dovevano essere già dichiarati in vita; in caso contrario, l'estate potrebbe ereditare problemi di compliance pregressa (Streamlined procedure, Delinquent FBAR submission, ecc.).

Strategie di pianificazione

Senza pretesa di esaustività, alcuni strumenti che funzionano bene in scenari italo-americani:

  • Trust irrevocabile USA ben strutturato per "uscire" beni dall'estate del settlor cittadino USA (ma attenzione: i trust esteri sono fiscalmente opachi e penalizzati lato italiano sotto la disciplina dei trust non commerciali).
  • Donazioni in vita sotto la franchigia annuale USA ($19.000 nel 2026 per beneficiario) e sotto le franchigie italiane.
  • QDOT per i coniugi misti.
  • Pianificazione del situs degli investimenti: un italiano non residente che vuole esposizione al mercato USA dovrebbe valutare azioni di società non US-situs (es. ETF irlandesi UCITS) per evitare il trabocchetto dei 60.000 dollari di esenzione.
  • Polizze vita ben strutturate: in Italia sono fuori asse ereditario; negli USA rientrano nell'estate se il defunto ha incidents of ownership, evitabili tramite ILIT (Irrevocable Life Insurance Trust).
  • Coordinamento testamentario: un solo testamento può creare conflitti di legge; in molti scenari si scrivono testamenti paralleli (uno per i beni italiani, uno per gli US-situs), tecnicamente coordinati.
Punti di legge citati

D.lgs. 346/1990 (TUS — Testo Unico Successioni e Donazioni), come riformato dal d.lgs. 139/2024. Art. 2 d.lgs. 346/1990 (collegamento territoriale). Internal Revenue Code §§ 2001 e ss. (estate tax federale USA); § 2010 (unified credit). One Big Beautiful Bill Act, 4 luglio 2025. Convenzione Italia-USA sulle imposte di successione, 30 marzo 1955. IRC § 2056A (QDOT).

Conclusione

Se vivete a cavallo tra i due ordinamenti, la regola d'oro è: non aspettate la morte per pensare alle tasse di successione. Le esenzioni USA sono generose, ma scattano solo se la struttura è già a posto; le aliquote italiane sono basse, ma colpiscono worldwide e con franchigie che si esauriscono in fretta nelle famiglie più numerose o ricomposte. La coordinazione tra trust USA e diritto successorio italiano è il punto in cui si pagano (o si risparmiano) le cifre più grosse.

Un consulto congiunto tra un estate planning attorney USA e un notaio o avvocato tributarista italiano — preferibilmente specializzato in fiscalità internazionale — è un investimento che si ripaga da solo.


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