1. Il cittadino americano che vive in Italia
Vediamo il caso più frequente — almeno fra i miei clienti: il cittadino americano (o doppio cittadino italo-americano) che vive in Italia. Per il fisco italiano, se ha la residenza fiscale in Italia, è un residente a tutti gli effetti: paga l'IRPEF sui redditi prodotti ovunque nel mondo, beneficia di detrazioni e deduzioni come qualunque altro contribuente italiano, presenta la dichiarazione (Modello Redditi PF o 730).
Per il fisco americano, in più, è un US person: deve presentare ogni anno alla IRS il Form 1040 dichiarando tutti i redditi mondiali, compresi quelli su cui ha già pagato l'IRPEF in Italia.
Foreign Earned Income Exclusion (FEIE) — il primo scudo
La Foreign Earned Income Exclusion (Section 911 IRC) consente al cittadino americano residente all'estero di escludere dalla base imponibile USA i redditi da lavoro dipendente o autonomo prodotti fuori dagli Stati Uniti fino a una determinata soglia, indicizzata annualmente all'inflazione.
FEIE — soglie e requisiti 2026
- Limite di esclusione 2026: 132.900 dollari per persona (era 130.000 nel 2025)
- Si applica solo a redditi da lavoro (earned income): stipendi, compensi, redditi da lavoro autonomo. Non si applica a redditi passivi (interessi, dividendi, plusvalenze, locazioni, pensioni)
- Test alternativo richiesto: Physical Presence Test (330 giorni interi fuori dagli USA in un periodo di 12 mesi) oppure Bona Fide Residence Test (residenza effettiva all'estero che includa almeno un anno fiscale completo)
- Si dichiara con il Form 2555, allegato al 1040
In aggiunta, il Foreign Housing Exclusion / Deduction permette di escludere o dedurre una quota di spese abitative all'estero eccedenti una franchigia statutaria. Per un dirigente americano residente a Milano o a Roma, dove i canoni di locazione sono elevati, questa esclusione aggiuntiva è significativa.
Foreign Tax Credit (FTC) — il secondo scudo
Quando la FEIE non basta — perché il reddito supera la soglia, o perché è reddito passivo, o perché conviene rinunciarvi — entra in gioco il Foreign Tax Credit (Section 901 IRC), che attribuisce un credito d'imposta dollaro per dollaro per le imposte effettivamente pagate al fisco straniero, fino a concorrenza dell'imposta americana sulla stessa quota di reddito.
Per chi vive in Italia, dove le aliquote IRPEF sono più alte della corrispondente imposta federale americana sullo stesso reddito, l'FTC tipicamente azzera l'imposta federale dovuta e genera anche un'eccedenza di credito riportabile per dieci anni in avanti e uno indietro. Si dichiara con il Form 1116.
Il trattato fiscale bilaterale del 1999
La Convenzione tra Italia e Stati Uniti contro le doppie imposizioni del 25 agosto 1999 (ratificata con L. 20/2009 dopo un travagliato iter parlamentare e diplomatico) disciplina la potestà impositiva sui diversi tipi di reddito e fornisce un quadro di coordinamento. È lo strumento principale per evitare la doppia imposizione su lavoro, pensioni, dividendi, interessi, plusvalenze e immobili.
La saving clause: ciò che il trattato non fa
Il trattato Italia-USA contiene una saving clause tipica delle convenzioni americane: gli Stati Uniti si riservano il diritto di tassare i propri cittadini come se il trattato non esistesse, salvo eccezioni puntualmente elencate. Concretamente: se il trattato attribuisse la potestà impositiva esclusiva all'Italia per un certo tipo di reddito (poniamo, una pensione INPS), gli USA tasseranno comunque il loro cittadino su quel reddito. L'unico correttivo è il Foreign Tax Credit per le imposte italiane pagate. Il trattato non libera il cittadino americano dall'obbligo dichiarativo USA; lo orienta solo per evitare di pagare due volte sulle stesse somme.
FATCA — il vero costo del passaporto
Il Foreign Account Tax Compliance Act del 2010 ha rivoluzionato la fiscalità internazionale americana. Impone alle istituzioni finanziarie estere (banche, broker, assicurazioni vita, fondi) di identificare i propri clienti che siano US persons e di trasmettere i loro dati all'IRS. Le banche che non collaborano sono soggette a una ritenuta punitiva del 30% sui pagamenti di fonte statunitense.
L'accordo bilaterale Italia-USA del 10 gennaio 2014 ha attuato FATCA in Italia con un modello cosiddetto IGA 1: le banche italiane non comunicano direttamente con l'IRS, ma trasmettono i dati all'Agenzia delle Entrate, che li gira al fisco americano. Per il cittadino americano in Italia il risultato pratico è che ogni rapporto bancario, assicurativo o di investimento aperto in Italia è automaticamente segnalato negli Stati Uniti. Alcune banche italiane, soprattutto private bank e gestori di fondi, hanno scelto negli anni di non aprire conti a US persons proprio per evitare i costi di compliance FATCA.
Il contribuente, dal canto suo, deve presentare il Form 8938 con il proprio 1040 quando il valore aggregato dei suoi specified foreign financial assets supera 200.000 dollari a fine anno o 300.000 in qualunque momento dell'anno (soglie più alte per coniugi che dichiarano congiuntamente: 400.000/600.000).
FBAR — l'altra dichiarazione che pochi conoscono
Distinto dal Form 8938, il Foreign Bank Account Report (FinCEN Form 114, comunemente FBAR) è un obbligo di reporting verso il Financial Crimes Enforcement Network del Tesoro americano. Lo deve presentare chiunque sia US person e abbia, anche per sola delega o firma, uno o più conti finanziari esteri con valore aggregato superiore a 10.000 dollari in qualunque momento dell'anno civile.
La soglia è bassa, la sanzione è alta: fino a 10.000 dollari per ogni omissione non intenzionale, e penalità molto più severe (fino al 50% del saldo del conto, per anno di omissione) in caso di violazione willful. FBAR non è coperta dal trattato e non è una dichiarazione fiscale ma di intelligence finanziaria. La sua omissione è uno dei rischi più comuni e meno conosciuti per i nuovi cittadini americani.
Pensioni, previdenza sociale, contributi
Le pensioni INPS e quelle della previdenza pubblica italiana, sotto trattato, sono tassate esclusivamente nello Stato di residenza, con un'importante eccezione: per i cittadini americani residenti in Italia la saving clause permette agli USA di tassarle comunque, salvo poi concedere l'FTC. La U.S. Social Security riconosciuta a un cittadino USA residente in Italia è tassata in Italia (Stato di residenza) ma anche soggetta a tassazione USA con FTC. L'accordo di sicurezza sociale Italia-USA del 1973 (totalization agreement) consente invece di sommare i periodi contributivi italiani e americani per maturare il diritto alle prestazioni in entrambi i sistemi, e di evitare la doppia contribuzione previdenziale per chi è temporaneamente distaccato.