Una premessa necessaria
La cittadinanza spagnola per un italiano si gioca su tre piani che vanno tenuti separati: la naturalizzazione ordinaria (dieci anni, dura), la via privilegiata per discendenti di sefarditi italiani (chiusa nel 2019 come legge speciale ma sopravvivente nella corsia biennale del Codice Civile), e la pianificazione fiscale per HNW attraverso il regime Beckham e le bonificaciones autonomiche.
Questa pagina ricostruisce le tre dimensioni al maggio 2026, dopo la chiusura del Golden Visa con la Ley Orgánica 1/2025 in vigore dal 3 aprile 2025 e l'aggiornamento del Reglamento de Extranjeria con il Real Decreto 1155/2024 in vigore dal 20 maggio 2025.
Il quadro normativo
La cittadinanza spagnola è disciplinata principalmente da quattro corpi normativi:
- Código Civil spagnolo, Libro I, Titolo I, artt. 17-26 (Real Decreto 24 luglio 1889, ridisegnato dalla Ley 18/1990 e modificato dalla Ley 36/2002). Definisce i modi di acquisto, conservazione, perdita e recupero della nacionalidad española;
- Real Decreto 1004/2015 del 6 novembre (BOE n. 267 del 7 novembre 2015), regolamento procedurale per l'acquisto per residenza, modificato dal Real Decreto 1049/2020 (digitalizzazione integrale) e attuato dalla Orden JUS/1625/2016;
- Ley 12/2015 del 24 giugno sulla concessione della cittadinanza ai sefarditi originari di Spagna (BOE-A-2015-7045), regime chiuso il 1° ottobre 2019;
- Ley Orgánica 1/2025 del 2 gennaio sull'efficienza del servizio pubblico di giustizia, che ha chiuso il visado de residencia para inversores (Golden Visa) a partire dal 3 aprile 2025.
Sul fronte 2025-2026 non risulta promulgata una "Ley 8/2025 del 28 maggio" specifica per la cittadinanza. La riforma del periodo è il Real Decreto 1155/2024 (Reglamento de Extranjeria), in vigore dal 20 maggio 2025, che riordina le figure di arraigo e semplifica i procedimenti di stranieri senza incidere sui requisiti sostanziali del Codigo Civil sulla cittadinanza.
Modalità di acquisto
Il sistema spagnolo conosce sei vie:
- Por origen (art. 17 c.c.) — jus sanguinis (figli di padre o madre spagnola) e doppio jus soli attenuato (nati in Spagna da genitori entrambi nati in Spagna, oppure nati in Spagna da apolidi);
- Por opción (art. 20 c.c.) — diritto di opzione esercitato entro termini, per chi è o è stato sotto patria potestà di spagnolo, per figli di padre/madre originariamente spagnoli nati in Spagna, e per i beneficiari della Ley 20/2022 di Memoria Democratica ("Ley de Nietos") con termine prorogato a ottobre 2026;
- Por carta de naturaleza (art. 21 c.c.) — concessione discrezionale per Real Decreto del Consiglio dei Ministri in presenza di circunstancias excepcionales;
- Por residencia (artt. 21-22 c.c.) — il canale ordinario, concessa dal Ministro de Justicia;
- Por posesión de estado (art. 18 c.c.) — chi ha posseduto e utilizzato la nazionalità in buona fede per dieci anni;
- Sefarditi (Ley 12/2015) — regime chiuso.
Naturalizzazione per residenza: scaglioni temporali (art. 22 c.c.)
- 10 anni: regola generale (cittadini italiani);
- 5 anni: rifugiati riconosciuti in Spagna;
- 2 anni: cittadini originari di paesi iberoamericani, Andorra, Filippine, Guinea Equatoriale, Portogallo, e sefarditi;
- 1 anno: nato in territorio spagnolo; chi non esercitò tempestivamente l'opzione; chi è stato sotto tutela legale di un cittadino spagnolo per due anni; coniuge di spagnolo con un anno di matrimonio non separato; vedovo/a di spagnolo; nato fuori Spagna da padre/madre o nonno/a originariamente spagnoli.
In tutti i casi la residenza deve essere legale, continuata e immediatamente anteriore alla domanda. Per l'italiano medio non discendente da spagnoli, la soglia ordinaria resta dunque di dieci anni — uno svantaggio strutturale rispetto a un argentino o portoghese.
Requisiti sostanziali
Cumulativi (art. 22.4 c.c. e RD 1004/2015):
- Residenza legale, continua, immediatamente anteriore (la TIE/permesso di residenza UE per familiare di spagnolo non basta da sola: occorre presenza fisica documentata);
- Buona condotta civica — non è la mera assenza di precedenti penali, ma una valutazione discrezionale del Ministro;
- Casellario giudiziale spagnolo e del paese d'origine (ultimi cinque anni) — per gli italiani: certificato del Casellario italiano apostillato (Aja 1961) e tradotto giurato;
- DELE A2 minimo rilasciato dall'Instituto Cervantes (esonerati nazionali di paesi ispanofoni e minori/incapaci);
- CCSE — 25 domande sulla Costituzione spagnola, organizzazione amministrativa-territoriale, cultura e società; soglia di superamento 15/25 (60%); 60% domande costituzionali, 40% culturali;
- Giuramento o promessa di fedeltà al Re e di obbedienza alla Costituzione e alle leggi davanti al funzionario incaricato del Registro Civil (art. 23 c.c.);
- Rinuncia all'anteriore nazionalità (art. 23 b c.c.) — salvo eccezioni;
- Iscrizione al Registro Civil della naturalizzazione (entro 180 giorni dalla notifica della concessione, pena caducità).
La questione della rinuncia per gli italiani
Posizione spagnola: l'art. 23 b) c.c. impone la dichiarazione di rinuncia all'anteriore nazionalità. Sono esentati i nativi di paesi iberoamericani, Andorra, Filippine, Guinea Equatoriale, Portogallo e i sefarditi (art. 24.2 c.c. e Costituzione art. 11.3). L'Italia non rientra in queste eccezioni: l'italiano deve formalmente rinunciare davanti al funzionario spagnolo del Registro Civil.
Posizione italiana: la rinuncia spagnola è una mera dichiarazione unilaterale davanti ad autorità straniera. L'ordinamento italiano (Legge 91/1992, art. 11) prevede la perdita della cittadinanza solo per chi, possedendo altra cittadinanza e residendo all'estero, formalizzi rinuncia davanti all'autorità consolare italiana competente (procedura distinta, con contributo di 250 euro ex DL 113/2018, e impossibilità di rinuncia che provochi apolidia). La dichiarazione fatta a Madrid davanti al Registro Civil spagnolo non produce effetti ai sensi del diritto italiano.
Esito pratico: la maggior parte degli italiani naturalizzati spagnoli mantiene de facto la doppia cittadinanza. La Spagna non opera un controllo incrociato sistematico e non ha mai contestato in modo strutturale la conservazione di passaporti UE. La giurisprudenza spagnola e la dottrina prevalente trattano la rinuncia ex art. 23 b) come requisito formale di concessione, non come condizione risolutiva successiva.
Avvertenza professionale: la rinuncia formale fatta in Spagna potrebbe in futuro essere utilizzata come elemento probatorio in eventuali contenziosi sulla cittadinanza italiana, ma allo stato attuale non risulta che la Farnesina apra d'ufficio procedimenti di perdita su tale base.
La procedura
- Istruttoria: Dirección General de Seguridad Jurídica y Fe Pública (già DGRN), Ministerio de Justicia;
- Presentazione telematica integrale sulla Sede Electrónica del Ministerio, anche tramite gestor habilitado o avvocato collegiato;
- Documenti: passaporto, certificato di nascita plurilingue (Convenzione di Vienna 1976, esonera dalla traduzione e apostille per i documenti italiani di stato civile), certificato di matrimonio se rilevante, certificado de empadronamiento histórico colectivo, certificato di residenza legale, casellari penali, DELE A2 e CCSE;
- Risoluzione del Ministro de Justicia (delegata) o, per carta de naturaleza, Real Decreto del Consejo de Ministros pubblicato in BOE;
- Notifica e termine perentorio di 180 giorni per giuramento, iscrizione e rinuncia (art. 21.4 c.c.).
Tempistica e costi
Tempi medi: 12-24 mesi nel 2024-2026, con marcate disomogeneità geografiche (Madrid e Barcellona più congestionate). Il silenzio amministrativo dopo un anno è negativo (art. 21.1 c.c.).
- Tasa de nacionalidad por residencia (Modelo 790-026): 102 euro (in alcune fonti aggiornate a 104,5 euro per il 2025);
- DELE A2 (Instituto Cervantes): circa 124-138 euro;
- CCSE: 85 euro (include due tentativi);
- Apostille Aja, traduzioni giurate, casellario italiano: 300-600 euro variabili;
- Onorari professionali avvocato/gestor: 1.500-3.500 euro.
Il canale sefardita (Ley 12/2015) — chiuso
- Finestra operativa: 1° ottobre 2015 - 1° ottobre 2019 (prorogata una volta nel marzo 2018). Termine residuale di subsanación per pratiche presentate fino al 31 luglio 2021;
- Prova della condizione sefardita: certificato della Federación de Comunidades Judías de España (FCJE) o di rabbino competente, cognome di origine sefardita (Toledano, Abulafia, Toledo, Castro, Pereira, ecc.), conoscenza del ladino/haketía, lettera di motivazione, prove genealogiche, vinculación especial con España;
- Requisiti: DELE A2 e CCSE (salvo esoneri), nessuna rinuncia all'altra nazionalità, acquisto presso notaio spagnolo;
- Dati ufficiali Ministerio de Justicia 2025: 72.297 concessioni, oltre 9.000 pratiche pendenti;
- Status attuale 2026: chiuso a nuove domande.
Per i discendenti italiani di sefarditi (espulsi nel 1492, rifluiti in Italia centro-settentrionale, Livorno, Ferrara, Venezia, Roma, Ancona) resta solo la carta de naturaleza discrezionale o la naturalizzazione per residenza biennale (poiché i sefarditi mantengono ex art. 22 c.c. il privilegio dei due anni anche dopo la chiusura della legge speciale).
Cittadinanza per nati in Spagna e figli di italiani
- Art. 17.1.b c.c.: nato in Spagna se almeno un genitore è nato in Spagna = spagnolo di origine (doppio jus soli attenuato);
- Art. 17.1.c c.c.: nato in Spagna da genitori entrambi privi di nazionalità o la cui legge non attribuisce nazionalità al figlio = spagnolo di origine (presidio anti-apolidia);
- Italiano nato in Spagna da italiani: la legge italiana attribuisce automaticamente cittadinanza italiana jus sanguinis (con i limiti del DL 36/2025 sulla "stretta" generazionale). Non scatta cittadinanza spagnola automatica; il minore può presentare opzione ex art. 22.2.a c.c. dopo un anno di residenza in Spagna. Risultato: doppia cittadinanza per opzione.
Profili fiscali italiani
Convenzione Italia-Spagna contro le doppie imposizioni
Firmata a Roma l'8 settembre 1977, ratificata con Legge n. 663 del 29 settembre 1980, scambio strumenti il 24 novembre 1980 (data di entrata in vigore). Disciplina redditi immobiliari, utili d'impresa, lavoro dipendente/autonomo, pensioni, dividendi/interessi/royalties; resta il testo di riferimento (gli aggiornamenti successivi sono di natura applicativa/amministrativa).
Adempimenti per fiscalmente residenti italiani
- Quadro RW: dichiarare conti, immobili e attività finanziarie in Spagna;
- CRS in piena partecipazione; Spagna non in black list italiana;
- IVIE sugli immobili in Spagna: 1,06% dal 2024, base imponibile valore catastale spagnolo, credito d'imposta per IBI e altre imposte patrimoniali pagate in Spagna;
- IVAFE: 2 per mille (4 per mille per Paesi a fiscalità privilegiata, non applicabile alla Spagna).
Residenza fiscale spagnola
Art. 9 LIRPF: presenza fisica oltre 183 giorni nell'anno solare in territorio spagnolo (incluse assenze sporadiche salvo prova contraria) oppure nucleo principal o base de actividades e intereses económicos in Spagna; presunzione iuris tantum se coniuge non separato e figli minori risiedono in Spagna. Trasferimento via art. 4 della Convenzione 1977 (tie-breaker rules).
Profili fiscali spagnoli
IRPF
Scala statale + scala autonomica, aliquote marginali combinate da circa 19% a 47-54% a seconda di Comunidad Autónoma.
Regime impatriati — "Ley Beckham" (art. 93 LIRPF)
Tassazione come non residente: 24% flat fino a 600.000 euro annui di redditi da lavoro mondiale, 47% sull'eccedenza. Durata: anno di trasferimento + 5 successivi. Riformato dalla Ley 28/2022 (Startups) in vigore dal 1° gennaio 2023, che ha ampliato la platea a nomadi digitali, amministratori non di controllo, ricercatori, e familiari del contribuente principale, riducendo il periodo di non-residenza pregressa da 10 a 5 anni. Punto centrale per HNW italiani in trasferimento in Spagna.
Impuesto sobre Patrimonio
Minimo esente statale 700.000 euro + 300.000 euro abitazione principale; aliquote progressive 0,2-3,5%.
- Madrid: bonificación del 100% (di fatto azzerato, ma con obbligo dichiarativo dell'Impuesto Temporal de Solidaridad de las Grandes Fortunas statale residuale);
- Andalucía, Murcia: bonificación 100%;
- Comunidad Valenciana: dal 2024-2025 minimo esente elevato a 1.000.000 euro (modifica autonomica), aliquote progressive autonomiche;
- Catalogna: regime più gravoso, soglia 500.000 euro in alcune fattispecie.
Successioni e donazioni
Competenza autonomica: in Andalucía, Madrid, Galizia e Cantabria largamente azzerate per familiari di linea diretta; in Catalogna progressive significative.
Golden Visa chiuso
Il visado de residencia para inversores ex Ley 14/2013 è stato abrogato dalla Ley Orgánica 1/2025 del 2 gennaio 2025, con effetto dal 3 aprile 2025. Le autorizzazioni in vigore alla data restano valide per tutta la durata; i rinnovi successivi sono garantiti secondo la disciplina originaria. Le alternative attuali:
- Visado para teletrabajo de carácter internacional (Digital Nomad Visa, Ley 28/2022);
- Visado para emprendedores;
- Visado para profesionales altamente cualificados;
- Visado de residencia no lucrativa per residenza senza lavoro con redditi passivi (circa 28.800 euro l'anno principale + 7.200 per familiare).
Approfondimento generale: Golden Visa europei 2026.
Considerazioni strategiche
Italiani senza ascendenza spagnola
Dieci anni di residenza legale rappresentano un ostacolo strutturale. La doppia cittadinanza italo-spagnola è raramente perseguita per ragioni di mobilità (entrambe già UE) e diviene attraente solo per (a) accesso a Paesi ispanoamericani che riservano regimi privilegiati ai cittadini spagnoli (naturalizzazione biennale o agevolazioni di ingresso) e (b) discendenti di seconda/terza generazione che vogliono saldare un legame familiare.
Discendenti di sefarditi italiani
La chiusura della Ley 12/2015 è un dato definitivo. Resta tecnicamente la residenza biennale ex art. 22.1 c.c. (privilegio mantenuto in Codice Civile per i sefarditi) e la carta de naturaleza discrezionale. Per chi può documentare ascendenza sefardita italiana ma non ha potuto sfruttare la finestra 2015-2019, la prospettiva è oggi un trasferimento biennale di residenza effettiva in Spagna seguito dalla naturalizzazione.
HNW italiani
Il combinato trasferimento di residenza fiscale + regime Beckham (5+1 anni) + scelta di Comunidad Autónoma a tassazione patrimoniale attenuata (Madrid, Andalucía, Valencia) è frequentemente più efficace della naturalizzazione, perché non richiede formalmente la cittadinanza spagnola. La pianificazione va fatta ex ante: gestione della residenza fiscale italiana (art. 2 TUIR riformato dal D.Lgs. 209/2023), eventuale exit tax ex art. 166 TUIR, monitoraggio Quadro RW.
Renuncia "italiana"
Consigliare al cliente di non sottoscrivere atti consolari italiani di rinuncia salvo strategia specifica. La dichiarazione resa davanti al Registro Civil spagnolo è tollerata e non produce perdita della cittadinanza italiana ex L. 91/1992.
Per l'italiano medio non discendente da spagnoli o da sefarditi, la cittadinanza spagnola via residenza decennale è raramente la strada giusta: la mobilità UE è già garantita e i tempi sono lunghi. Le situazioni in cui la cittadinanza spagnola ha senso sono tre: discendenti di sefarditi italiani che possono sfruttare la corsia biennale ex art. 22 c.c.; familiari di spagnoli (matrimonio, opzione); HNW italiani che pianificano un trasferimento sostanziale e vogliono saldare la posizione anche con la cittadinanza dopo dieci anni di radicamento, accedendo nel frattempo al regime Beckham. La Golden Visa è chiusa dal 3 aprile 2025: per il nuovo investitore non esiste più la scorciatoia residenziale immobiliare.