Una premessa
Questa pagina fa parte del cluster cittadinanza nel mondo ed è — come tutte le altre del cluster — informativa. Non offro assistenza in pratiche davanti alle autorità della Federazione Russa: per RVP, VNZh e domanda di cittadinanza è necessario un avvocato abilitato in Russia. La presente pagina ricostruisce il quadro normativo russo applicabile, descrive il percorso che il decreto 702/2024 apre, e — soprattutto — mette in fila i profili italiani che il lettore deve presidiare prima di prendere una decisione: iscrizione AIRE, residenza fiscale ex art. 2 TUIR, monitoraggio fiscale del Quadro RW, stato della Convenzione Italia-Russia contro le doppie imposizioni, perimetro delle sanzioni UE.
Il decreto 702/2024 è oggetto di una intensa esposizione mediatica, anche promozionale, da parte di canali di soft power russi. Le pagine di questo sito non aderiscono ad alcuna lettura ideologica: riportano il testo, le procedure e le implicazioni nella misura in cui sono giuridicamente verificabili, e lasciano al lettore ogni valutazione di merito.
Il quadro normativo: Legge Federale 138-FZ del 2023
La cittadinanza della Federazione Russa ha fondamento costituzionale nell'articolo 6 della Costituzione del 1993, che la qualifica come “unica e uguale, indipendentemente dai motivi della sua acquisizione”, e che vieta — articolo 6, comma 3 — la privazione della cittadinanza russa o del diritto di mutarla. Sul piano della legge ordinaria, il riferimento attuale è la Legge Federale n. 138-FZ del 28 aprile 2023 “Sulla cittadinanza della Federazione Russa”, entrata in vigore il 26 ottobre 2023 e che ha sostituito integralmente la precedente Legge 62-FZ del 2002.
La 138-FZ riorganizza l'intera materia in cinque modalità di acquisizione: per nascita (articoli 13-14), per ammissione in via generale (articolo 15), per ammissione in via semplificata (articoli 16-22), per riacquisto (articolo 23) e in casi residuali previsti da trattati internazionali. La grande novità sistematica rispetto al regime del 2002 — già attenuato dalle riforme del 2020 — è la generalizzata eliminazione del requisito di rinuncia alla cittadinanza precedente, salvo casi specifici di trattamento agevolato; la Russia accetta dunque oggi la doppia cittadinanza nella maggior parte degli scenari di naturalizzazione, pur conservando il concetto formale che la legge russa “non riconosce” la doppia cittadinanza in assenza di trattato bilaterale.
Il giuramento di fedeltà alla Federazione Russa, introdotto nel 2017 e confermato dalla 138-FZ, resta un passaggio costitutivo: la decisione positiva sulla domanda di cittadinanza acquista efficacia con la prestazione del giuramento. La sua mancata prestazione entro i termini comporta l'annullamento del provvedimento di concessione.
I percorsi alla cittadinanza russa
Dentro la cornice della 138-FZ convivono cinque strade pratiche di accesso alla cittadinanza russa per un cittadino italiano adulto. Le elenco in ordine di tempo richiesto, dal più lungo al più rapido.
- Naturalizzazione ordinaria (articolo 15): cinque anni continuativi di residenza in Russia con permesso di soggiorno permanente (VNZh), conoscenza della lingua russa, della storia e dei fondamenti della legislazione, fonte legale di reddito, giuramento. È il percorso standard ed è quello che il decreto 702/2024 alimenta dal lato dell'ingresso.
- Naturalizzazione semplificata (articoli 16-22): include il matrimonio con cittadino russo (tre anni di unione con figli comuni, o periodo più lungo senza figli), genitorialità di figlio cittadino russo, nascita sul territorio dell'ex URSS, status di studente con diploma di università russa accreditata, alta qualificazione professionale, investimento in società russa con specifici requisiti di fatturato e impiego.
- Programma di Stato per il rimpatrio dei compatriotti: aperto a chi può dimostrare un legame storico, etnico o linguistico con la Federazione Russa. Per un cittadino italiano è una strada normalmente non accessibile, salvo specifiche ipotesi di discendenza russa.
- Decreto Presidenziale 702/2024 — “valori condivisi”: non è una nuova categoria di cittadinanza, ma una semplificazione mirata dell'accesso al primo gradino della scala (RVP) per cittadini di Paesi inseriti in una lista nominativa. Sotto questa pagina è il percorso in oggetto.
- Meriti speciali e servizio militare: la 138-FZ ha ampliato significativamente — anche nel contesto del conflitto in Ucraina — le ipotesi di concessione accelerata della cittadinanza in cambio di servizio nelle forze armate russe. Categoria fortemente sensibile sul piano del diritto internazionale e delle sanzioni; non oggetto di questa pagina.
Il Decreto Presidenziale 702 del 19 agosto 2024
Il decreto, firmato dal Presidente della Federazione Russa il 19 agosto 2024 ed entrato in vigore il 1° settembre 2024, è ufficialmente intitolato “Sulla concessione di sostegno umanitario alle persone che condividono i tradizionali valori spirituali e morali russi”. È stato attuato dall'Ordinanza Governativa n. 2560-r del 17 settembre 2024, che ha approvato la lista dei Paesi i cui cittadini possono beneficiare della procedura semplificata.
La lista contiene 47 Paesi, fra cui tutti i 27 Stati membri dell'Unione Europea — Italia compresa — Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Corea del Sud, Svizzera, Norvegia, Ucraina, e altri. La selezione è esplicitamente fondata su una valutazione politica delle policy di ciascun Paese: il decreto si riferisce, nel suo preambolo,
… a cittadini stranieri e apolidi che desiderano trasferirsi nella Federazione Russa “per ragioni di non accettazione della politica condotta da tali Stati esteri che impone atteggiamenti ideologici neoliberali distruttivi contrari ai tradizionali valori spirituali e morali russi”.
Sul piano operativo, il decreto non crea una categoria di visto autonoma. Crea due semplificazioni:
- il rilascio, da parte dei consolati russi nei Paesi della lista, di un visto umanitario privato monoingresso di tre mesi, senza l'invito da un cittadino o ente russo normalmente richiesto;
- una volta entrato in Russia con quel visto, la possibilità di presentare la domanda di RVP (razreshenie na vremennoe prozhivanie, permesso di soggiorno temporaneo) senza quota regionale, senza esame di lingua russa, senza esame di storia, senza esame di fondamenti del diritto. Tutti requisiti che restano invece in vigore al passaggio successivo (RVP → VNZh).
Sul piano numerico, il Ministero degli Esteri russo ha comunicato 1.156 domande nei primi sette mesi di operatività del programma (settembre 2024 – maggio 2025). I primi quattro Paesi per provenienza sono Germania (224), Lettonia (126), Stati Uniti (99) e Italia (82). Sono volumi contenuti rispetto all'attenzione mediatica del programma e indicano che, al netto dell'amplificazione di RT e canali assimilabili, l'adesione concreta è di nicchia.
Il percorso completo: dalla domanda al passaporto
Il decreto 702/2024 è un acceleratore della prima tappa; non comprime quelle successive. Il percorso completo dall'inoltro consolare al giuramento di cittadinanza si articola in sei stadi.
Le sei tappe dall'ingresso al passaporto russo
- 1. Visto umanitario privato monoingresso presso il consolato russo competente (Roma o Milano per l'Italia): lettera di adesione ai valori tradizionali russi, certificato penale apostillato (validità 90 giorni), atto di nascita apostillato, eventuale atto di matrimonio apostillato, passaporto con due pagine bianche e validità residua di sei mesi, assicurazione sanitaria valida in Russia con massimale minimo 30.000 euro per cittadini Schengen. Tassa consolare circa 80 euro, lavorazione 5-20 giorni lavorativi. Validità del visto: 3 mesi, ingresso unico.
- 2. Ingresso e registrazione entro 7 giorni dall'arrivo nella Federazione Russa, presso l'ufficio territoriale del GUVM (Direzione Generale Affari Migratori del Ministero degli Interni russo) o tramite l'ente ospitante.
- 3. Domanda di RVP entro 3 mesi dall'ingresso. È il vero step semplificato dal decreto 702: non concorre alla quota regionale, non richiede esami statali, ha tempi più contenuti della procedura ordinaria. Una volta concesso, l'RVP ha durata di 3 anni, dà diritto a vivere e lavorare nella regione di rilascio senza patente di lavoro, e non è rinnovabile.
- 4. Domanda di VNZh (vid na zhitelstvo, permesso di soggiorno permanente) durante la vigenza dell'RVP. Qui rientrano i requisiti: certificato TORFL livello base (Test of Russian as a Foreign Language) o equivalente, esame di storia russa e fondamenti della legislazione russa, prova di fonte legale di reddito a livello di sussistenza, tassa di Stato di circa 6.000 rubli. Tempi di lavorazione 3-4 mesi. Esenzioni dagli esami previste per uomini sopra i 65 anni e donne sopra i 60.
- 5. Cinque anni continuativi su VNZh, con assenze dalla Russia non superiori a 3 mesi per anno solare (salvo eccezioni mediche o di servizio). È il periodo che maturail diritto a chiedere la naturalizzazione ordinaria ex articolo 15 della Legge 138-FZ.
- 6. Domanda di naturalizzazione con allegata documentazione completa: VNZh in corso di validità, certificazioni linguistiche e di integrazione, dichiarazione di fonte di reddito, dichiarazione di non avere debiti fiscali. Decisione del Presidente della Federazione Russa (in pratica delegata al GUVM nei casi non politicamente sensibili) entro 6-12 mesi. Prestazione del giuramento di fedeltà alla Costituzione e alle leggi della Federazione Russa: solo da quel momento si è cittadini russi.
Sommando le finestre minime — 3 anni di RVP, 5 anni di VNZh, qualche mese di lavorazione delle pratiche — il tempo realistico dal primo arrivo in Russia al passaporto è di sei-otto anni. Le tempistiche di lavorazione possono allungarsi in caso di esami da ripetere, verifiche di sicurezza o periodi di assenza dalla Russia che resettino il computo della residenza continuativa.
Documenti, costi, tempi
I costi cumulativi del percorso, escluse spese di vita e di assistenza legale, sono contenuti rispetto a un CBI caraibico o a un Golden Visa europeo. La tassa consolare per il visto umanitario è di circa 80 euro per cittadini Schengen; le tasse di Stato per RVP e VNZh sono dell'ordine delle migliaia di rubli (poche decine di euro al cambio corrente); l'esame TORFL e i corrispondenti esami di storia e diritto costano poche decine di migliaia di rubli. Il costo dominante non è la pratica ma il radicamento effettivo: alloggio in Russia, sostentamento, eventuali assicurazioni private, scolarizzazione di figli, gestione delle attività in Italia.
Sul piano documentale, la voce più delicata è l'apostille: ogni certificato emesso da autorità italiana (atto di nascita, atto di matrimonio, certificato penale, eventuali attestati di studio) deve essere munito di apostille della Procura della Repubblica competente, in originale e in traduzione giurata in russo. L'apostille sul certificato penale ha validità di soli 90 giorni: l'errore più frequente è ritrovarsi a Mosca con il certificato scaduto e dover rifare l'iter a distanza.
I profili italiani transversali
Qui la pagina diventa la più importante. La cittadinanza si acquisisce in Russia; gli effetti fiscali e civili che incidono sulla vita del cittadino italiano si producono in Italia, e sono tutt'altro che neutri. Il trasferimento in Russia ai sensi del decreto 702/2024 va pianificato con la stessa cura con cui si pianificherebbe un trasferimento in qualunque giurisdizione, e — date le circostanze geopolitiche — probabilmente con maggiore cura.
Iscrizione AIRE
Il cittadino italiano che trasferisce la propria residenza in Russia per un periodo superiore a 12 mesi è obbligato a iscriversi all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero (AIRE) entro 90 giorni dal trasferimento, ai sensi della Legge 27 ottobre 1988 n. 470. L'iscrizione avviene presso il consolato d'Italia competente — Mosca o San Pietroburgo — e produce effetti civili (legge applicabile a stato e capacità della persona), fiscali (cancellazione dall'anagrafe del Comune italiano) e di accesso ai servizi consolari.
Residenza fiscale italiana — art. 2 TUIR dopo il D.Lgs. 209/2023
L'iscrizione AIRE è condizione necessaria ma non sufficiente per uscire dalla residenza fiscale italiana. L'articolo 2 del TUIR riformato dal D.Lgs. 209/2023, in vigore dal 1° gennaio 2024, fonda la residenza fiscale italiana su quattro criteri alternativi che operano per la maggior parte del periodo d'imposta: iscrizione anagrafica (presunzione relativa, superabile con AIRE), residenza civilistica, domicilio inteso come centro principale di relazioni personali e familiari, presenza fisica. Solo l'effettiva integrazione di tutti i criteri verso la Russia produce lo spostamento. La distinzione tra cittadinanza e residenza fiscale è qui particolarmente rilevante: la cittadinanza russa, di per sé, non sposta la residenza fiscale italiana, esattamente come non lo farebbe una cittadinanza caraibica o turca.
La Russia non figura nella black list italiana del DM 4 maggio 1999, dunque non opera la presunzione di residenza italiana ex art. 2, comma 2-bis TUIR. Questo non significa, tuttavia, che il trasferimento sia esente da rischio di accertamento: l'Agenzia delle Entrate sta riservando — sulla base di prassi e di giurisprudenza tributaria recente — attenzione specifica ai trasferimenti verso la Federazione Russa nel contesto delle sanzioni, sotto il profilo della esterovestizione e del centro di interessi vitali. La documentazione del trasferimento effettivo è essenziale.
Convenzione Italia-Russia contro le doppie imposizioni — stato della sospensione
La Convenzione tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo della Federazione Russa per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e prevenire le evasioni fiscali è stata firmata a Roma il 9 aprile 1996 e ratificata in Italia con Legge 9 ottobre 1997 n. 370. È entrata in vigore il 30 novembre 1998.
Con Decreto del Presidente della Federazione Russa n. 585 dell'8 agosto 2023, la Russia ha sospeso unilateralmente l'applicazione di numerose disposizioni di 38 trattati bilaterali contro le doppie imposizioni, fra cui quello con l'Italia. Le disposizioni sospese riguardano in particolare la tassazione di dividendi, interessi, royalties, plusvalenze e redditi da lavoro dipendente. La sospensione è giuridicamente contestata sul piano del diritto dei trattati ma operativamente effettiva. L'Italia ha risposto in via di reciprocità, sospendendo in modo speculare le proprie disposizioni convenzionali.
Per un italiano che pianifichi di acquisire cittadinanza russa restando, in qualche misura, esposto al sistema fiscale italiano (proprietà immobiliari in Italia, partecipazioni in società italiane, attività professionale italiana residua) il quadro è dunque di regime convenzionale instabile: occorre verificare, voce di reddito per voce di reddito, se la disposizione convenzionale rilevante è ancora applicabile o se opera la sola disciplina interna dei due Stati, con tutte le conseguenze di doppia tassazione.
Monitoraggio fiscale italiano — Quadro RW, IVIE, IVAFE
Per il cittadino italiano che permanga residente fiscale italiano, ogni attività detenuta in Russia — conti bancari, immobili, partecipazioni, fondi pensione integrativi — va dichiarata nel Quadro RW della dichiarazione dei redditi. Operano l'IVIE (sugli immobili) e l'IVAFE (sulle attività finanziarie). Le sanzioni per omessa o infedele compilazione del Quadro RW vanno dal 3% al 15% delle attività non dichiarate, raddoppiate per Paesi black list (non è il caso della Russia in senso tecnico). L'obbligo è autonomo rispetto alla dichiarazione dei redditi prodotti dagli stessi asset.
CRS e Russia: il regime asimmetrico
Diversamente da quanto avviene per le giurisdizioni CBI caraibiche o turche, descritto nelle altre pagine del cluster, la Federazione Russa non scambia automaticamente con l'Italia i dati dei conti bancari detenuti da residenti fiscali italiani ai sensi del Common Reporting Standard. Dal 2022 l'OECD Global Forum ha sospeso la partecipazione della Russia, e l'Unione Europea ha interrotto lo scambio automatico CRS con le autorità russe. Questo crea un'asimmetria informativa rispetto al panorama CBI: i conti aperti in Russia non transitano via CRS all'Agenzia delle Entrate.
L'asimmetria informativa non è un'esenzione. Gli obblighi dichiarativi italiani del Quadro RW restano fermi, le sanzioni per omessa dichiarazione restano applicabili, e l'amministrazione finanziaria italiana dispone di altri strumenti di accertamento (tracciamento dei bonifici tramite SWIFT residuale e fornitori di pagamento UE non sanzionati, dichiarazioni doganali, accertamenti sintetici, dati patrimoniali da fonti aperte). La “discrezione informativa” che il regime CRS-off russo offre è, in sostanza, una semplice latenza temporale: non riduce in nulla l'esposizione del contribuente italiano agli obblighi di legge.
Sanzioni dell'Unione Europea — il quadro post-2025
Il 19° pacchetto di sanzioni UE adottato dal Consiglio il 23 ottobre 2025 conferma e amplia il complesso di misure restrittive sui rapporti economici e finanziari fra Unione Europea e Federazione Russa. Per i cittadini italiani che valutino il trasferimento in Russia ai sensi del decreto 702/2024, le voci più rilevanti del pacchetto e di quelli precedenti sono:
- tetto ai depositi di soggetti collegati alla Russia in enti creditizi UE pari a 100.000 euro per singolo ente, con conseguenti complicazioni nella gestione di liquidità italiana residuale;
- restrizioni ai trasferimenti di capitale da e verso la Russia, con divieti su strumenti finanziari, prestiti, partecipazioni;
- nuove regole sui visti introdotte nel novembre 2025: la Russia non beneficia più del rilascio di visti Schengen multi-ingresso ai propri cittadini, con conseguenze sulla mobilità di chi assuma la cittadinanza russa e voglia mantenere viaggi frequenti in UE;
- list di sanzioni individuali aggiornate ad ampio raggio, da verificare specificamente prima di stabilire rapporti economici con controparti russe;
- obblighi di compliance AML rafforzati sugli istituti finanziari UE rispetto a clienti con esposizione russa.
Nessuna di queste disposizioni vieta a un cittadino italiano di trasferirsi in Russia o di acquisire cittadinanza russa. Tutte incidono però su come la sua vita economica precedente, italiana ed europea, potrà essere gestita dopo il trasferimento.
Doppia cittadinanza italo-russa
L'articolo 11 della Legge 5 febbraio 1992 n. 91 consente al cittadino italiano di acquistare cittadinanze estere senza perdere quella italiana, salvo formale rinuncia. Dal lato russo, la Legge 138-FZ del 2023 — confermando e consolidando la riforma del 2020 — ha eliminato il requisito generale di rinuncia alla cittadinanza precedente come condizione di naturalizzazione. La doppia cittadinanza italo-russa è dunque pienamente ammessa.
Vi sono però due obblighi peculiari del diritto russo che il cittadino italiano naturalizzato russo dovrà conoscere. Il primo è l'obbligo di notifica al GUVM, entro 60 giorni, dell'acquisizione di cittadinanza estera o di permesso di soggiorno permanente straniero da parte di cittadini russi; per chi parta dalla cittadinanza italiana e arrivi alla russa, la notifica riguarda la conservazione della cittadinanza italiana. Il secondo è l'obbligo militare: la cittadinanza russa di un uomo in età di leva, in periodi di mobilitazione, comporta esposizione al richiamo. Il tema, in epoca di conflitto attivo in Ucraina, è rilevante e va valutato individualmente.
Mobilità del passaporto russo dopo le sanzioni
Il passaporto della Federazione Russa, secondo gli indici di mobilità globale, dà accesso visa-free o visa-on-arrival a circa 85 destinazioni, contro le circa 185 del passaporto italiano. Dopo le restrizioni Schengen del novembre 2025, la mobilità del passaporto russo verso l'Unione Europea è ulteriormente ridotta. Le destinazioni che il passaporto russo apre e il passaporto italiano non copre nella stessa modalità (Bielorussia, Kazakistan e altri Paesi CSI a regime privilegiato, alcune partnership BRICS) sono per la maggior parte dei lettori italiani di interesse limitato. Per chi non abbia radicamento personale o professionale in area CSI, il valore aggiunto di mobilità è prossimo allo zero.
A chi conviene e a chi non conviene
Riportando la valutazione al lettore tipo del cluster — italiano, già cittadino UE, con buon passaporto — i casi in cui il percorso 702/2024 ha senso operativo sono pochi e identificabili.
Ha senso valutarlo quando esiste un radicamento personale o familiare nella Federazione Russa: matrimonio con cittadino russo, figli russi, attività imprenditoriale di lungo corso, proprietà immobiliare di significativa entità, legami familiari preesistenti. In questi casi il percorso di cui sopra esisterebbe comunque attraverso la procedura ordinaria; il decreto 702 ne semplifica la prima tappa.
Ha senso, in subordine, per chi abbia un progetto economico specifico nella Federazione (rapporti contrattuali stabili, partecipazioni societarie, operazioni di lungo periodo) e ritenga che l'ottenimento progressivo dello status di residente — prima — e di cittadino — poi — sia operativamente utile per il proprio business russo. Anche in questo caso, la pianificazione fiscale italiana è la fase più critica.
Non ha senso, almeno sotto il profilo strettamente del “portafoglio di cittadinanze”, come hedge geopolitico generico o come strumento di mobilità: il passaporto italiano è di gran lunga più potente, la cittadinanza UE già posseduta è insostituibile, e gli inconvenienti di residenza fiscale, sanzioni, gestione patrimoniale e mobilità che derivano dall'esposizione russa superano largamente i benefici nominali. La motivazione, in altre parole, deve essere sostanziale: nessuno acquisisce cittadinanza russa “solo per averla” con il calcolo razionale del cittadino UE.
Per chi, dopo questa lettura, voglia procedere: prima un avvocato italiano per la pianificazione di AIRE, residenza fiscale, monitoraggio del Quadro RW e adempimenti pre-trasferimento; poi un avvocato russo abilitato (advokat iscritto alla camera regionale competente) per consolato, RVP, VNZh e domanda di cittadinanza; nel mezzo, un commercialista italiano per la gestione fiscale di lungo periodo e per la verifica costante dell'applicabilità delle disposizioni convenzionali sospese. È la fase italiana — non quella russa — la più sottovalutata, e quella che produce, statisticamente, i contenziosi più costosi.
Per il quadro completo dei programmi di acquisizione di cittadinanza nel mondo, dei profili fiscali italiani transversali e del confronto con le altre giurisdizioni trattate: hub Cittadinanza nel mondo. Per la distinzione tecnica fra cittadinanza e residenza fiscale, fondamentale anche in questo contesto: CBI vs RBI — cittadinanza e residenza fiscale. Per il regime delle naturalizzazioni in Paesi a cittadinanza UE: Germania, Francia, Spagna, Portogallo.