Una premessa necessaria

Il programma giordano è il più ignorato fra i CBI rilevanti, ed è in parte un peccato: per il cliente italiano con interessi nella regione MENA — farmaceutica, ricostruzione, logistica, energia — la Giordania offre una combinazione unica di stabilità politica, sistema bancario robusto e legami diplomatici con Stati Uniti e Israele che nessun altro programma può vantare nello scenario regionale.

Va detto con onestà: non è un programma di mobilità globale, perché il passaporto giordano non apre Schengen, USA, UK, Canada o Australia. È un programma identitario e operativo, che richiede un investimento attivo (non un mero deposito) e che produce una cittadinanza autentica con tutto ciò che comporta — diritti, doveri, e una connessione genuina con il Paese ospite. Questa pagina ricostruisce la disciplina dopo la riforma strutturale del 2 luglio 2025 e ne valuta l'utilità per un investitore italiano.

Il quadro normativo

La cittadinanza giordana è disciplinata dalla Citizenship Law No. 6 of 1954 (Legge n. 6 del 1954), entrata in vigore il 16 febbraio 1954. È legge di rango costituzionale-sostanziale, fondata sul jus sanguinis paterno. L'emendamento chiave è la Law No. 22 of 1987, che ha abrogato il divieto di cittadinanza multipla: la doppia cittadinanza è oggi pienamente ammessa.

L'articolo 12 della legge consente la naturalizzazione speciale per "servizi resi al Regno" — base sostanziale della naturalizzazione discrezionale degli investitori. Il programma CBI vero e proprio è stato istituito con decisione del Consiglio dei Ministri (Cabinet) del 20 febbraio 2018 e annunciato in conferenza stampa post-Cabinet. La Jordan Investment Commission (oggi Ministry of Investment) iniziò a ricevere domande dal 26 febbraio 2018.

Dopo aggiustamenti delle soglie nel 2018 e 2019, e dopo l'introduzione di un cap annuale di 500 approvazioni, il 2 luglio 2025 il Cabinet ha approvato una riforma strutturale che ha (i) eliminato le opzioni passive di deposito presso la Banca Centrale di Giordania e di treasury bonds, (ii) introdotto un framework a otto pathway attivi orientati alla creazione di lavoro, e (iii) separato il programma di residenza per investimento immobiliare dal percorso verso la cittadinanza. Per i nuovi richiedenti, le rotte storiche non sono più disponibili.

Gli otto pathway attivi (post-riforma 2025)

  1. Business Creation — JOD 700.000 in Amman (circa 987.000 USD) o JOD 500.000 fuori Amman (circa 705.000 USD), con creazione di venti posti di lavoro in Amman o dieci fuori.
  2. Equity in Existing Projects — JOD 1 milione di capitale aggiuntivo più JOD 500.000 di nuovi fixed assets, hold di tre anni, venti nuovi posti di lavoro.
  3. Stock Market Investment — JOD 1 milione (circa 1,41 milioni di USD) in azioni quotate all'Amman Stock Exchange, lock-up di tre anni, massimo 20% per singola società.
  4. Employment Generation — nessuna soglia di capitale, ma assunzione di centocinquanta cittadini giordani in Amman o cento fuori Amman per almeno un anno, mantenimento per due anni post-cittadinanza.
  5. Sector-Specific Projects — JOD 3 milioni in settori strategici (farmaceutica, dispositivi medici, logistica alimentare), più impiego di venti farmacisti ad Amman o dieci fuori.
  6. Legacy / Retroactive Path — investitori già operativi in Giordania possono qualificarsi senza nuovo capitale, dimostrando un'occupazione di dieci-venti cittadini giordani sostenuta nel tempo.
  7. Strategic Investment — investimenti in settori strategici con soglie negoziate caso per caso dal Cabinet.
  8. Real Estate Residency (residenza, non cittadinanza) — JOD 200.000 (circa 282.000 USD) in immobile di nuova costruzione, permesso di soggiorno quinquennale rinnovabile. Non porta alla cittadinanza sotto il nuovo regime.

Cap annuale: 500 approvazioni. Dal lancio 2018 al dicembre 2024 il programma ha approvato circa 561 investitori (ulteriori 13 approvazioni nel secondo trimestre 2025). La media storica resta significativamente sotto il cap.

La procedura

Inclusione del nucleo familiare

Sotto la disciplina post-riforma 2025-2026:

Nuova regola post-luglio 2025: per investimenti superiori a JOD 2 milioni, i figli maschi possono essere inclusi fino a trent'anni (in precedenza il limite era a ventiquattro); per investimenti oltre 3 milioni di dollari, le famiglie dei figli maschi adulti possono essere incluse nel pacchetto principale.

Demografia degli approvati

La maggioranza dei naturalizzati storici proviene da Siria e Iraq, seguiti da Palestinesi, Libanesi e Yemeniti. Per un cliente italiano la Giordania non è una destinazione di massa, ma un programma di nicchia su un profilo professionale-imprenditoriale specifico: medico-farmaceutico (per via di Hikma Pharmaceuticals e dell'industria dei dispositivi medici), energetico-logistico, ricostruzione regionale.

Il passaporto giordano: che cosa apre

Henley Passport Index 2026: posizione intorno all'87°, circa 55 destinazioni visa-free o visa-on-arrival. Il passaporto giordano non include:

Include: Turchia, gran parte del Medio Oriente (Libano, Egitto, Marocco con facilitazioni), Malesia, Indonesia, alcuni Paesi caraibici e africani. L'utilità di mobilità extra-MENA è modesta. Il valore reale è regionale e identitario.

Posizionamento strategico: perché la Giordania

Per un cliente italiano che pensi al CBI giordano in modo serio, gli elementi strategici sono cinque:

Il caso d'uso tipico vede investitori palestinesi-giordani che formalizzano lo status; investitori MENA che cercano hub regionale stabile; family offices del Golfo che diversificano. Per un italiano: imprenditori con presenza farmaceutica o dei dispositivi medici, gruppi della ricostruzione, hub logistici Adriatico-Levante.

I rischi

Profili fiscali italiani

Residenza fiscale italiana

Dal 1° gennaio 2024 il D.Lgs. 209/2023 ha riformato l'art. 2 TUIR. L'acquisizione della cittadinanza giordana non determina di per sé lo spostamento della residenza fiscale dall'Italia. I criteri rilevanti restano iscrizione anagrafica, residenza civilistica, domicilio (centro principale di relazioni personali e familiari) e presenza fisica per la maggior parte del periodo d'imposta.

Convenzione Italia-Giordania contro le doppie imposizioni

Firmata ad Amman il 16 marzo 2004, ratificata con Legge 23 ottobre 2009 n. 160, in vigore dal 10 maggio 2010. Struttura: trenta articoli più protocollo aggiuntivo, modello OCSE. Si applica all'imposizione sui redditi.

Black list italiana — DM 4 maggio 1999

La Giordania NON è inclusa nella black list italiana ex DM 4 maggio 1999 per le persone fisiche. Anzi, la Giordania figura nella white list italiana ex DM 4 settembre 1996 e successivi aggiornamenti come Paese con adeguato scambio di informazioni. Conseguenza: nessuna inversione dell'onere della prova ex art. 2 comma 2-bis TUIR per il residente italiano che acquisisca cittadinanza giordana e si trasferisca lì.

CRS e scambio automatico di informazioni

La Giordania è membro del Global Forum on Tax Transparency dell'OCSE. Lo status di firmatario del Common Reporting Standard è in evoluzione e va verificato al momento della pianificazione (il portale OECD AEOI Implementation va consultato per gli aggiornamenti). Resta in ogni caso operativo lo scambio di informazioni su richiesta in virtù dell'art. 26 della Convenzione del 2004 e dell'inclusione in white list italiana.

Adempimenti per il residente fiscale italiano

Per il cittadino italiano che resta fiscalmente residente in Italia ma acquisisce asset in Giordania:

Comparazione con altri CBI

Per il cliente italiano, posizionamento sintetico:

In sintesi, la Giordania è un programma di nicchia per profili realmente focalizzati sul Medio Oriente. Non è un prodotto di "turismo passaporto", ma di radicamento operativo regionale.

Conclusione operativa

Per il cliente italiano la cittadinanza giordana per investimento ha senso in scenari precisi: business operativo nel MENA (farmaceutica, dispositivi medici, ricostruzione), profili identitari arabi o di matrice familiare nella regione, family office che cerca diversificazione regionale stabile. Non ha senso come prodotto di mobilità globale (il passaporto non apre l'occidente), né come scorciatoia fiscale (la Convenzione 2004 e la white list inquadrano correttamente il flusso). La pianificazione fiscale italiana resta in Italia salvo trasferimento sostanziale ex TUIR art. 2.