1. Il sistema italiano: la circoscrizione Estero
Per quasi sessant'anni, dalla Costituzione del 1948 al 2001, i cittadini italiani all'estero hanno avuto un diritto di voto sostanzialmente teorico: potevano votare solo se rientravano fisicamente in Italia, presso il proprio comune di iscrizione anagrafica (o AIRE, dal 1988). Per chi viveva in Argentina o in Australia, il viaggio era proibitivo, e infatti la partecipazione effettiva degli italiani all'estero era marginale. Le proposte di riforma circolavano da decenni, ma incontravano resistenze costituzionali — la rappresentanza politica era tradizionalmente legata al territorio — e politiche.
La riforma costituzionale del 2000
Il passaggio decisivo si compie con la Legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1, che modifica gli articoli 48, 56 e 57 della Costituzione introducendo la circoscrizione Estero. L'art. 48 viene integrato con un nuovo comma: "La legge stabilisce requisiti e modalità per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura l'effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere". Gli articoli 56 e 57 riservano un numero specifico di seggi a questa circoscrizione.
L'attuazione operativa arriva con la Legge 27 dicembre 2001, n. 459: "Norme per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero". È la legge ordinaria che disciplina il voto per corrispondenza, le ripartizioni geografiche, le candidature, lo spoglio. Le prime elezioni politiche con la circoscrizione Estero attivata sono quelle del 2006.
I numeri di oggi
A seguito della riforma costituzionale del 2020 (L. cost. 19 ottobre 2020, n. 1, ratificata dal referendum confermativo del 20-21 settembre 2020), che ha ridotto il numero totale dei parlamentari italiani, la circoscrizione Estero è composta da 12 parlamentari:
Composizione della circoscrizione Estero
- 8 deputati alla Camera (erano 12 prima della riforma)
- 4 senatori al Senato (erano 6 prima della riforma)
- Distribuiti in 4 ripartizioni geografiche: Europa (inclusi i territori asiatici della Federazione russa e della Turchia); America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide
I seggi sono distribuiti tra le ripartizioni in proporzione al numero degli italiani residenti, con un seggio minimo garantito a ciascuna. L'America meridionale, che concentra la maggior parte degli iscritti AIRE (oltre due milioni e mezzo, soprattutto tra Argentina e Brasile), elegge il maggior numero di parlamentari. L'Africa-Asia-Oceania-Antartide, con la comunità italiana più piccola, elegge il minor numero — di norma un deputato e un senatore.
Come si vota in pratica
Il meccanismo è il voto per corrispondenza. Tutti i cittadini italiani iscritti all'AIRE ricevono dal consolato competente, alcune settimane prima del voto, un plico elettorale contenente la scheda della Camera, la scheda del Senato, le buste e le istruzioni. L'elettore esprime il proprio voto, sigilla le buste e le rispedisce al consolato per posta. I plichi sono inoltrati in Italia, contati al seggio di Roma istituito presso il Ministero dell'Interno, e attribuiti ai candidati della propria ripartizione.
L'elettore può scegliere di rinunciare al voto per corrispondenza e di votare invece in Italia presso il proprio comune di iscrizione AIRE: in questo caso si recherà fisicamente al seggio, e voterà non per la circoscrizione Estero ma per la circoscrizione territoriale italiana. La scelta va comunicata al consolato entro termini fissati dalla legge. È una possibilità importante per chi torna comunque in Italia in occasione del voto, o per chi vuole votare per i collegi territoriali.
L'AIRE è il prerequisito assoluto
Non puoi votare per corrispondenza dall'estero se non sei iscritto all'AIRE. È il primo, fondamentale passo che ogni cittadino italiano che si trasferisce all'estero per più di dodici mesi dovrebbe compiere. L'iscrizione è obbligatoria per legge ma non automatica: va richiesta al consolato competente entro 90 giorni dal trasferimento. Senza iscrizione AIRE, oltre a non poter votare, non si beneficia degli altri servizi consolari (rinnovo passaporto, atti di stato civile, autenticazioni, deleghe).
Cosa si può votare per corrispondenza
Per corrispondenza dall'estero si vota per:
- Elezioni politiche nazionali (Camera dei Deputati e Senato della Repubblica) — sia i seggi della circoscrizione Estero, sia, se si è scelto questa opzione, i seggi del comune italiano di iscrizione AIRE recandosi fisicamente al seggio in Italia;
- Referendum costituzionali (revisione della Costituzione);
- Referendum abrogativi nazionali.
Non si vota per corrispondenza dall'estero per:
- Elezioni europee: il voto è possibile, ma solo recandosi fisicamente al seggio del comune di iscrizione AIRE in Italia, o presso una delle sedi diplomatiche italiane in Paesi UE che attivano seggi speciali per residenti italiani nell'Unione;
- Elezioni regionali, comunali, circoscrizionali: si vota solo fisicamente in Italia presso il comune di iscrizione AIRE;
- Elezioni presidenziali: il Presidente della Repubblica italiana è eletto dal Parlamento in seduta comune, non dai cittadini direttamente.