I numeri: cosa dicono gli indici
L'Henley Passport Index, aggiornato trimestralmente da Henley & Partners su dati IATA, è il riferimento internazionale più citato per misurare la "forza" di un passaporto, intesa come numero di destinazioni in cui il titolare può recarsi senza visto preventivo (visa-free, visa-on-arrival, eTA). L'aggiornamento di aprile 2026 colloca:
Henley Passport Index, aprile 2026
- 1° Singapore — 195 destinazioni
- 2° (ex aequo): Emirati Arabi Uniti, Giappone, Corea del Sud — 187 destinazioni
- 4° (ex aequo): Italia, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svizzera — 185 destinazioni
- 10° Stati Uniti — 179 destinazioni
La differenza tra Italia (185) e Stati Uniti (179) è di sei destinazioni — modesta in termini puramente numerici. Negli ultimi anni, la posizione relativa dei due passaporti si è stabilizzata: l'Italia oscilla tra il 2° e il 5° posto, gli Stati Uniti tra il 7° e il 10°. La perdita di posizioni del passaporto americano negli ultimi cinque anni è dovuta soprattutto al deterioramento di accordi visa-free con alcuni Paesi sudamericani e asiatici, e alla relativa stagnazione nell'apertura di nuovi rapporti.
Il visa-free score conta le destinazioni accessibili senza visto preventivo per soggiorni turistici brevi (tipicamente 30-90 giorni). Non misura: la facilità di ottenere residenza permanente, il diritto di lavorare, l'accesso al welfare locale, la durata massima ammessa, le procedure di controllo all'ingresso. Per molti italo-americani, queste dimensioni "qualitative" sono molto più rilevanti del semplice numero di Paesi accessibili: ed è qui che la differenza tra passaporto italiano e americano diventa strutturale.