Trasmissione ai figli:
Italia vs Stati Uniti

Come si trasmette la cittadinanza ai figli nati all'estero? Italia e Stati Uniti hanno regole sostanzialmente diverse, in continuo aggiornamento — la riforma italiana del 2025 da un lato, e una stratificazione novantennale di INA Section 301 dall'altro. Una guida pratica per le famiglie italo-americane, con tutti i casi e le combinazioni più frequenti.

Due filosofie diverse

Storicamente, l'Italia ha sempre privilegiato il ius sanguinis: la cittadinanza si trasmette per filiazione, in linea ininterrotta, indipendentemente dal luogo di nascita del figlio. Gli Stati Uniti, dal canto loro, combinano un robusto ius soli (chi nasce sul suolo americano è cittadino, principio costituzionale del XIV Emendamento) con un sistema di trasmissione iure sanguinis ai figli nati all'estero che è molto più articolato e restrittivo di quello italiano: il cittadino americano trasmette la cittadinanza ai figli nati fuori dagli Stati Uniti solo se ha soddisfatto requisiti di presenza fisica minima sul suolo americano prima della nascita del figlio.

Negli ultimi cinque anni le due discipline sono cambiate in direzioni opposte. L'Italia ha ristretto il proprio ius sanguinis con la Legge 74/2025, introducendo per la prima volta limiti generazionali. Gli Stati Uniti hanno invece esteso alcuni meccanismi di protezione per i figli, in particolare con il Child Citizenship Act of 2000 per i minori residenti come lawful permanent residents. Il risultato è che oggi, per molte famiglie italo-americane, le regole americane di trasmissione sono in alcuni casi più favorevoli di quelle italiane.

L'asimmetria fondamentale

Il principio di base resta che il cittadino italiano trasmette la cittadinanza italiana iure sanguinis (oggi con i limiti dell'art. 3-bis), e il cittadino americano trasmette la cittadinanza americana ai figli nati all'estero se soddisfa i requisiti di presenza fisica dell'INA 301. I figli nati negli Stati Uniti sono automaticamente americani per ius soli (XIV Emendamento), salvo casi rarissimi (figli di personale diplomatico straniero); i figli nati in Italia non sono automaticamente italiani per ius soli, salvo che ricorrano le eccezioni dell'art. 1, c. 1, lett. b L. 91/1992 (apolidi, genitori ignoti). Questa asimmetria è il cuore di tutta la materia.

1. Il sistema italiano dopo la Legge 74/2025

Prima della riforma del 2025, il principio era semplice: chi nasceva all'estero da padre o madre cittadini italiani era automaticamente italiano per nascita, indipendentemente dal luogo di nascita e senza alcun requisito di residenza o di legame con l'Italia. La Legge 74/2025 ha introdotto, con il nuovo art. 3-bis L. 91/1992, il primo regime di limiti per i nati all'estero in possesso di altra cittadinanza.

Le quattro condizioni dell'art. 3-bis

Chi nasce all'estero in possesso di altra cittadinanza acquista la cittadinanza italiana iure sanguinis solo se ricorre almeno una delle seguenti condizioni:

Art. 3-bis L. 91/1992 (post Legge 74/2025)

  • (a) Regime transitorio: domanda amministrativa o ricorso giudiziale presentati entro le 23:59 italiane del 27 marzo 2025;
  • (b) Genitore o nonno nato in Italia;
  • (c) Ascendente di primo o secondo grado che possiede o possedeva al momento della morte esclusivamente la cittadinanza italiana;
  • (d) Genitore residente in Italia per almeno due anni continuativi successivamente all'acquisto della cittadinanza italiana e prima della nascita o adozione del figlio.

I limiti operano solo per chi nasce all'estero in possesso di altra cittadinanza: chi nascesse altrimenti apolide è comunque tutelato. La data di nascita del figlio è irrilevante: la nuova legge si applica indipendentemente, a chiunque non avesse già presentato istanza entro il 27 marzo 2025. Per i minori già nati al momento della riforma esistono finestre di dichiarazione transitoria (approfondimento), con scadenze cruciali: 31 maggio 2026 per i minori nati prima del 25 maggio 2025, e tre anni dalla nascita per i nati successivamente.

I figli nati in Italia

Per i figli nati in Italia, le regole sono diverse e non sono state toccate dalla Legge 74/2025. Il principio resta: la nascita in Italia da genitori stranieri non attribuisce automaticamente la cittadinanza italiana, salvo i casi eccezionali dell'art. 1, c. 1, lett. b (genitori ignoti, apolidi, o impossibilitati a trasmettere la propria cittadinanza al figlio). I figli di stranieri nati in Italia hanno tuttavia il diritto, al compimento dei 18 anni e fino ai 19, di dichiarare di voler diventare cittadini italiani, ai sensi dell'art. 4, c. 2 L. 91/1992 — purché abbiano risieduto legalmente in Italia senza interruzioni fino a quel momento.

I figli minori di chi acquista la cittadinanza italiana per naturalizzazione la acquistano automaticamente, purché conviventi (art. 14 L. 91/1992). Il Tribunale di Roma, con sentenza del 5 maggio 2025, ha riconosciuto questo diritto anche ai figli che diventino maggiorenni durante la procedura di naturalizzazione del genitore — un'evoluzione giurisprudenziale rilevante per le famiglie con tempi di pratica protratti.

2. Il sistema americano: INA Section 301 e successive

Il regime americano della trasmissione della cittadinanza ai figli nati all'estero è disciplinato dall'Immigration and Nationality Act (INA), ed è il prodotto di stratificazioni normative successive: ogni riforma ha modificato le regole solo per i nati dopo una certa data, lasciando intatte quelle per i nati prima. Il risultato è che, per applicare correttamente la legge, occorre prima di tutto guardare alla data di nascita del figlio.

I figli nati negli Stati Uniti: ius soli costituzionale

Il principio è semplice e di rango costituzionale: chi nasce sul suolo degli Stati Uniti — inclusi i territori di Porto Rico, Guam, Isole Vergini Americane, Marianne Settentrionali — è cittadino americano per nascita, indipendentemente dallo status migratorio dei genitori. È il XIV Emendamento, ratificato nel 1868, interpretato dalla Corte Suprema in United States v. Wong Kim Ark (1898). L'unica eccezione storica riguarda i figli di personale diplomatico straniero non soggetto alla giurisdizione USA (criterio "subject to the jurisdiction thereof"), interpretata in modo molto restrittivo.

Negli ultimi anni, un orientamento politico ha cercato di riaprire la questione dell'applicazione del XIV Emendamento ai figli di genitori senza status migratorio regolare, con un ordine esecutivo presidenziale del 2025 che ha tentato di restringere lo ius soli. Diverse corti federali hanno sospeso l'ordine, e la questione costituzionale è oggi pendente. Allo stato attuale, lo ius soli americano resta vigente come tradizionalmente interpretato.

I figli nati all'estero da due cittadini americani

Se entrambi i genitori sono cittadini americani al momento della nascita del figlio all'estero, il figlio acquista automaticamente la cittadinanza ai sensi dell'INA Section 301(c). È sufficiente che almeno uno dei due genitori abbia avuto una residenza precedente negli Stati Uniti o nei suoi territori, in qualunque momento della propria vita. Non è richiesto un periodo minimo di durata: anche una breve permanenza qualificata come residenza è sufficiente.

I figli nati all'estero da un cittadino USA e un non-cittadino (in matrimonio)

È il caso più articolato. L'INA Section 301(g) disciplina la fattispecie con regole diverse a seconda della data di nascita del figlio:

Requisiti di presenza fisica del genitore USA (figli in matrimonio)

  • Nati dal 14 novembre 1986 in poi: il genitore USA deve aver accumulato almeno 5 anni di presenza fisica negli Stati Uniti prima della nascita del figlio, di cui almeno 2 dopo i 14 anni di età;
  • Nati tra il 24 dicembre 1952 e il 13 novembre 1986: il genitore USA doveva aver accumulato almeno 10 anni di presenza fisica negli Stati Uniti, di cui almeno 5 dopo i 14 anni di età;
  • Nati prima del 24 dicembre 1952: regole differenziate ulteriormente, oggi di rilievo storico.

La presenza fisica è il tempo effettivamente trascorso sul territorio degli Stati Uniti, indipendentemente dallo status migratorio (anche prima dell'acquisto della cittadinanza, se il genitore è poi diventato cittadino USA). Si dimostra con documentazione scolastica, lavorativa, sanitaria, militare, fiscale. Per residenze prolungate all'estero del genitore cittadino prima della nascita del figlio, la prova diventa il punto delicato della pratica.

I figli nati all'estero da cittadina americana fuori dal matrimonio

Il regime è cambiato significativamente con la sentenza della Corte Suprema in Sessions v. Morales-Santana (2017), che ha dichiarato incostituzionale la disparità di trattamento storica tra madri e padri. Il regime oggi vigente, per i nati dal 12 giugno 2017 in poi, allinea i requisiti per la madre cittadina USA non sposata a quelli generali dell'INA 301(g): 5 anni di presenza fisica, di cui 2 dopo i 14 anni di età.

Per i nati prima del 12 giugno 2017, il vecchio regime resta in vigore: la madre cittadina USA non sposata doveva aver risieduto fisicamente negli USA per un anno continuativo in qualunque momento prima della nascita del figlio.

I figli nati all'estero da cittadino americano fuori dal matrimonio

L'INA Section 309(a) aggiunge requisiti specifici per i figli di cittadino USA padre non sposato: oltre ai requisiti di presenza fisica del padre (5 anni con 2 dopo i 14), occorre la prova del legame biologico con il padre, la legittimazione del figlio o il riconoscimento formale prima dei 18 anni del figlio, e un impegno scritto del padre al mantenimento del figlio fino ai 18 anni. Sono requisiti più stringenti, retaggio di una disciplina storicamente discriminatoria che la Corte Suprema, in Morales-Santana, non ha integralmente uniformato.

3. Il Child Citizenship Act del 2000

Quando il figlio nasce all'estero senza acquisire la cittadinanza americana automaticamente per INA 301 — perché il genitore cittadino non aveva sufficiente presenza fisica — non tutte le porte sono chiuse. Il Child Citizenship Act of 2000, in vigore dal 27 febbraio 2001, ha disciplinato in modo organico l'acquisto della cittadinanza per i figli minori di un cittadino americano in due ipotesi principali.

INA Section 320: acquisto automatico per minori residenti negli USA

Il figlio minorenne (sotto i 18 anni) di un cittadino americano acquista automaticamente la cittadinanza statunitense, senza necessità di domanda, quando ricorrono tutte le seguenti condizioni:

Tutte le condizioni devono ricorrere simultaneamente e prima del 18° compleanno del figlio. È una norma di portata enorme: ha "automatizzato" la cittadinanza per i figli di cittadini naturalizzati che si trasferiscono in famiglia negli USA, eliminando la necessità di una distinta procedura di naturalizzazione del minore. Il certificato attestante l'acquisto (Certificate of Citizenship, modulo N-600) può essere richiesto in qualunque momento successivo.

INA Section 322: l'opzione per minori residenti all'estero

Se il figlio minore di cittadino americano non risiede negli Stati Uniti — la situazione di molte famiglie italo-americane stabilmente residenti in Italia — la sezione 320 non si applica. Apre invece una possibilità l'INA Section 322: il genitore cittadino USA può presentare una domanda (modulo N-600K) per l'acquisto della cittadinanza da parte del figlio minorenne, purché ricorrano i seguenti requisiti:

La sezione 322 è particolarmente importante per le famiglie italo-americane: anche un genitore americano che non abbia mai vissuto cinque anni negli USA può "salvare" la trasmissione della cittadinanza al figlio invocando la presenza fisica del proprio padre o madre (il nonno cittadino USA del bambino). L'acquisto della cittadinanza avviene alla data della cerimonia di giuramento, che il minore presta davanti a un funzionario USCIS o consolare.

L'attenzione al 18° compleanno

Sia per la sezione 320 sia per la 322, tutti i requisiti devono ricorrere prima del 18° compleanno del figlio. La domanda N-600K deve essere completata, con cerimonia di giuramento inclusa, entro quella data: non è sufficiente averla solo depositata. Per genitori italo-americani con figli adolescenti residenti in Italia, è una scadenza che spesso scatta senza che le famiglie ne siano consapevoli.

Il confronto: dieci scenari pratici

I numeri e gli articoli aiutano fino a un certo punto. Vediamo come le due discipline si applicano in concreto alle situazioni più frequenti per le famiglie italo-americane.

Scenario 1 — Figlio nato in Italia da padre americano e madre italiana

Italiano per nascita: sì, automaticamente (il figlio non è "nato all'estero", quindi l'art. 3-bis non si applica; vale il ius sanguinis ordinario dalla madre italiana). Americano per nascita: sì, se il padre americano ha 5 anni di presenza fisica USA con 2 dopo i 14 (INA 301(g)). Se il padre non ha questi requisiti, resta la INA 322 con presenza fisica del nonno americano.

Scenario 2 — Figlio nato negli USA da padre italiano per discendenza e madre italo-americana

Americano per nascita: sì, automaticamente (XIV Emendamento). Italiano per nascita: dopo la Legge 74/2025, dipende. Se il padre italiano per discendenza ha un proprio padre o nonno nato in Italia, ricorre la condizione (b) dell'art. 3-bis e il figlio è italiano. Se la catena italiana è più lunga di due generazioni, occorre verificare le condizioni (c) o (d): residenza biennale del padre in Italia dopo la naturalizzazione, oppure esclusività della cittadinanza italiana di un ascendente.

Scenario 3 — Figlio nato in Brasile da padre italo-brasiliano con bisnonno italiano

Brasiliano per nascita: sì, per ius soli. Italiano per nascita: no, secondo l'art. 3-bis post-riforma — solo il bisnonno italiano non basta. Resta la possibilità di un ricorso giudiziale, in particolare se nella catena c'è una donna che ha trasmesso la cittadinanza ante 1948 (caso 1948), o se l'ascendente possedeva esclusivamente la cittadinanza italiana al momento della morte.

Scenario 4 — Figlio nato in Italia da entrambi i genitori cittadini americani trasferiti per lavoro

Americano per nascita: sì, automaticamente per INA 301(c) (entrambi USC con almeno una residenza USA precedente). Italiano per nascita: no in via automatica; la nascita in Italia da genitori stranieri non attribuisce la cittadinanza italiana. Il figlio potrà, al compimento dei 18 anni, esercitare l'opzione ex art. 4 c. 2 se avrà risieduto in Italia senza interruzioni fino a quel momento.

Scenario 5 — Figlio nato in Argentina da madre italo-argentina con nonno italiano nato in Italia

Argentino per nascita: sì, per ius soli. Italiano per nascita: sì — la condizione (b) dell'art. 3-bis ricorre (nonno nato in Italia). Procedura amministrativa standard presso il consolato italiano competente.

Scenario 6 — Figlio nato in Italia da madre cittadina USA che ha vissuto solo 2 anni negli USA

Italiano per nascita: dipende dall'altro genitore. Americano per nascita: no automaticamente, perché la madre non soddisfa i 5 anni di presenza fisica. Resta la INA 322: se il nonno materno (cittadino USA) ha avuto i 5 anni richiesti, il bambino può ottenere la cittadinanza con N-600K prima dei 18 anni.

Scenario 7 — Genitore italiano si naturalizza americano. Figli ancora minori in Italia

Se i figli minorenni si trasferiscono negli USA come lawful permanent residents sotto la custodia del genitore naturalizzato, ricadono nell'INA 320: acquistano automaticamente la cittadinanza americana. Se i figli restano in Italia con l'altro genitore, l'INA 320 non si applica, e occorre attivare la INA 322 (con presenza fisica del genitore o del nonno americano).

Scenario 8 — Genitore acquista la cittadinanza italiana per naturalizzazione (dopo 10 anni di residenza). Figli minori in Italia

I figli minorenni conviventi con il genitore al momento della concessione acquistano automaticamente la cittadinanza italiana ex art. 14 L. 91/1992. Se il figlio era minorenne all'atto della domanda ma è diventato maggiorenne durante la procedura, vale la pronuncia del Tribunale di Roma del 5 maggio 2025: il diritto si conserva. Per i figli che già hanno la cittadinanza del Paese d'origine, l'acquisto della cittadinanza italiana si aggiunge senza pregiudicare l'altra, sempre che la legge del Paese di origine non preveda perdita per acquisto di altra nazionalità.

Scenario 9 — Figlio italo-americano di nazionalità doppia per nascita, vuole ridurre la doppia cittadinanza

Entrambi gli ordinamenti consentono la rinuncia. In Italia, la rinuncia si formalizza presso il consolato o il comune di residenza, ed è efficace dalla data dell'atto. Negli USA, la rinuncia formale è disciplinata dalla Section 349 INA, si presta davanti a un funzionario consolare USA all'estero, e comporta una fee di 2.350 dollari più, per i covered expatriates, l'exit tax della Section 877A IRC. La scelta va valutata anche fiscalmente.

Scenario 10 — Bambino apolide nato in Italia da genitori migranti

Caso peculiare ma non infrequente: se la legge del Paese di origine dei genitori non attribuisce la cittadinanza al figlio (alcuni Paesi limitano la trasmissione iure sanguinis a determinate condizioni di residenza), il bambino nato in Italia è cittadino italiano per nascita ai sensi dell'art. 1, c. 1, lett. b L. 91/1992. È una delle poche ipotesi di ius soli previste dal nostro ordinamento.

Le domande più comuni

Cos'è il CRBA (Consular Report of Birth Abroad)?

Il Consular Report of Birth Abroad (modulo FS-240) è il documento ufficiale americano che attesta la nascita all'estero di un cittadino USA per trasmissione iure sanguinis ex INA 301 o 309. Si richiede presso l'ambasciata o il consolato statunitense del Paese di nascita. È equivalente, per gli effetti, a un certificato di nascita americano e consente di richiedere immediatamente il passaporto USA. La richiesta va presentata, idealmente, entro pochi mesi dalla nascita, ma può essere fatta in qualunque momento prima dei 18 anni del figlio.

Mio figlio è nato in Italia. Devo registrarlo al consolato americano?

Se ne soddisfi i requisiti (INA 301 o 309), : la registrazione tramite CRBA è il modo per ottenere il riconoscimento ufficiale della cittadinanza americana del figlio e il primo passaporto USA. Non è obbligatoria per "diventare" cittadini — la cittadinanza americana si acquista per legge alla nascita, indipendentemente dalla registrazione — ma senza CRBA il figlio non potrà viaggiare con passaporto USA o esercitare diritti di cittadino fino a un'eventuale procedura tardiva.

Mio figlio nato in Italia è cittadino italiano se entrambi i genitori sono americani?

No, non automaticamente. La nascita in Italia da genitori stranieri non attribuisce la cittadinanza italiana, salvo le eccezioni dell'art. 1, c. 1, lett. b L. 91/1992 (genitori apolidi, ignoti o impossibilitati a trasmettere). Il figlio potrà, al compimento dei 18 anni, esercitare l'opzione ex art. 4, c. 2 — purché abbia risieduto legalmente in Italia senza interruzioni fino a quel momento. È un percorso importante per le famiglie americane stabilmente residenti in Italia.

Quanti anni devo aver vissuto negli USA per trasmettere la cittadinanza a mio figlio nato all'estero?

Per i figli nati dal 14 novembre 1986 in poi, in matrimonio: almeno 5 anni di presenza fisica negli USA, di cui almeno 2 dopo i 14 anni di età, prima della nascita del figlio. Se entrambi i genitori sono cittadini americani, basta che almeno uno abbia una residenza precedente negli USA (anche breve). Per i nati prima del 14 novembre 1986 e in altre fattispecie, le regole sono diverse: una valutazione caso per caso è indispensabile.

Posso "salvare" la cittadinanza americana di mio figlio con la presenza fisica del nonno?

Sì, attraverso la INA Section 322. Se non hai personalmente accumulato i 5 anni di presenza fisica richiesti dall'INA 301 ma tuo padre o tua madre (nonno o nonna americani del bambino) li hanno, puoi presentare una domanda N-600K per ottenere la cittadinanza americana per tuo figlio. Tutto il procedimento, inclusa la cerimonia di giuramento, deve concludersi prima del 18° compleanno del figlio.

Cosa succede se non chiedo il CRBA fino a quando mio figlio ha 17 anni?

Niente di drammatico: la cittadinanza americana del figlio per INA 301 esiste dal momento della nascita, indipendentemente dalla registrazione consolare. La richiesta tardiva del CRBA (o, in alternativa, di un primo passaporto americano) è perfettamente possibile fino al 18° compleanno con procedure standard, e in alcuni casi anche oltre. Diventa invece problematico oltre i 18 anni: una persona che vuole far valere la cittadinanza americana per nascita da maggiorenne deve seguire una procedura più articolata e produrre prove più rigorose della presenza fisica del genitore.

Il Child Citizenship Act 2000 si applica anche se mi sono naturalizzato americano dopo la nascita di mio figlio?

Sì, se al momento della naturalizzazione del genitore tutti i requisiti dell'INA 320 sono soddisfatti: figlio minorenne, titolare di Green Card, residente negli USA in custodia del genitore. La cittadinanza si acquista automaticamente alla data del giuramento del genitore. Senza naturalizzazione del genitore, il figlio resta Green Card holder fino a un'eventuale naturalizzazione autonoma (per cui valgono regole speciali per i minori con Green Card che riducono i termini di residenza richiesti).

Se mio figlio italiano ottiene la Green Card dopo aver compiuto 18 anni, deve naturalizzarsi separatamente?

Sì: oltre il 18° compleanno, l'acquisto automatico di cittadinanza ex INA 320 non si applica più. Tuo figlio dovrà completare il proprio percorso di naturalizzazione con i tempi ordinari (5 anni di residenza da LPR, o 3 se sposato con cittadino USA). È un altro motivo per cui le pratiche di trasferimento familiare negli Stati Uniti vanno pianificate tenendo conto dell'età dei minori coinvolti.

Questa pagina fa parte del cluster di articoli comparativi tra ordinamento italiano e ordinamento americano sulla cittadinanza, all'interno del progetto editoriale di Cittadinanza.com.

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Le famiglie italo-americane con figli nati nei due ordinamenti — o all'estero — presentano combinazioni di problematiche peculiari. Per la cittadinanza americana mi occupo direttamente del caso. Per la cittadinanza italiana, posso valutare con te il percorso e indirizzarti ai colleghi italiani con cui collaboro stabilmente.

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