Obblighi militari per cittadini italo-americani

La leva obbligatoria in Italia è sospesa dal 2005 ma non abolita, e l'art. 52 della Costituzione resta vivo. Negli Stati Uniti, il Selective Service System impone a tutti i maschi tra 18 e 25 anni — compresi i doppi cittadini residenti all'estero — di registrarsi alla "draft", con sanzioni amministrative per i renitenti. Una guida storica e pratica per le famiglie italo-americane, con particolare attenzione ai nati prima del 1986 (ancora soggetti al congedo) e ai giovani uomini con doppia cittadinanza oggi.

Due tradizioni militari

L'obbligo di servire la patria è un istituto antico e ovunque connesso alla cittadinanza. L'art. 52 della Costituzione italiana lo proclama: "La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge". L'Italia repubblicana ha mantenuto la leva obbligatoria — coscrizione di massa, ereditata dalle guerre napoleoniche e dall'unità nazionale — fino al 2005. Gli Stati Uniti, sin dalla fine della guerra del Vietnam (1973), si affidano a un esercito di soli volontari (all-volunteer force), ma mantengono un sistema di pre-registrazione obbligatoria — il Selective Service System — pronto a essere attivato in caso di emergenza.

Per le famiglie italo-americane, il punto è che entrambi i sistemi possono toccare il doppio cittadino. Le regole, però, sono molto diverse, e cambiano radicalmente a seconda della generazione di appartenenza: per i nati prima del 1986, l'Italia aveva la leva attiva; per i nati dopo, ha solo un sistema dormiente. Negli Stati Uniti, la registrazione al Selective Service è obbligatoria oggi per ogni maschio cittadino tra 18 e 25 anni, e non c'è una "generazione esente".

Una domanda ricorrente di chi acquista la cittadinanza italiana

Una preoccupazione frequente tra gli italo-americani che si naturalizzano italiani — o di chi è italiano per discendenza e lo scopre da maggiorenne — riguarda eventuali obblighi di leva italiana ancora pendenti. La risposta breve: no, non c'è alcun obbligo arretrato. La leva è stata sospesa dal 1° gennaio 2005 in modo definitivo, e chi non era stato chiamato alle armi entro il 31 dicembre 2004 non lo sarà più, salvo riattivazione del sistema. L'acquisto della cittadinanza italiana, oggi, non comporta obblighi militari arretrati o in essere.

1. La leva obbligatoria italiana: storia e sospensione

Le radici della coscrizione militare in Italia risalgono al Regno d'Italia post-unitario, ma il sistema è stato profondamente riformato dopo la Seconda Guerra Mondiale. Per cinquant'anni della Repubblica, il servizio militare di leva è stato un'esperienza condivisa da generazioni di maschi italiani: dodici mesi (poi ridotti progressivamente) prestati alle armi tra i 18 e i 26 anni, con un'incidenza pratica enorme sulla società. Il dibattito sull'utilità della leva di massa in un'era di esercito altamente tecnologizzato è cresciuto negli anni '90, fino alla decisione di sospenderla.

La legge Martino (L. 226/2004)

Il passaggio normativo decisivo è la Legge 23 agosto 2004, n. 226, conosciuta come "legge Martino" dal nome del ministro della difesa proponente Antonio Martino, dell'allora governo Berlusconi. La legge — entrata in vigore con effetto sospensivo dal 1° gennaio 2005 — dispone:

Il discrimine generazionale: i nati entro il 1985

L'effetto pratico della L. 226/2004 è stato di tracciare un confine generazionale netto. Fino al 31 dicembre 2004 sono stati chiamati alle armi i nati entro il 31 dicembre 1985. I nati dal 1° gennaio 1986 in poi non sono mai stati chiamati alle armi: per loro la leva, dal momento in cui hanno raggiunto la maggiore età, era già sospesa. Per i nati entro il 1985, il loro percorso militare è stato regolato dalle norme di leva all'epoca vigenti: chi non ha completato il servizio di leva entro la sua chiamata ordinaria è stato dichiarato congedato alla fine del proprio rapporto con il distretto, con il foglio di congedo che è il documento ufficiale di chiusura.

"Sospesa" non significa "abolita"

Una sottigliezza giuridica importante: la leva è stata sospesa, non abolita. L'art. 52 della Costituzione resta operativo: il principio del servizio militare obbligatorio è cristallizzato a livello costituzionale e potrebbe essere riattivato con legge ordinaria, senza bisogno di revisione costituzionale. In caso di mobilitazione generale, di stato di guerra deliberato dal Parlamento, di grave crisi internazionale, il Governo potrebbe riattivare le chiamate. È una eventualità remota, ma giuridicamente non impossibile.

Il servizio civile volontario

Dal 2001, parallelamente alla riforma della leva, è stato istituito il Servizio Civile Nazionale, oggi Servizio Civile Universale (Legge 64/2001, D.Lgs. 40/2017). Aperto a uomini e donne tra 18 e 28 anni di età, italiani e stranieri regolarmente residenti, dura tipicamente dai 8 ai 12 mesi e prevede impiego in progetti di assistenza sociale, protezione civile, tutela del patrimonio culturale, cooperazione internazionale. Non è obbligatorio e non è di natura militare, ma costituisce un'opzione di servizio alla comunità che ha preso il posto, almeno simbolicamente, del vecchio obiettorio civile per chi rifiutava la leva militare.

2. Il Selective Service System americano

Negli Stati Uniti, la coscrizione militare di massa è stata sospesa nel 1973, al termine della guerra del Vietnam, con la transizione all'esercito di soli volontari. Tuttavia, già nel 1980, sotto l'amministrazione Carter (in risposta all'invasione sovietica dell'Afghanistan), è stato riattivato l'obbligo di registrazione al Selective Service System per tutti i maschi tra i 18 e i 25 anni. È un sistema di pre-registrazione, non una chiamata effettiva: non c'è oggi alcun arruolamento attivo, ma esiste un database aggiornato di tutti i maschi americani potenzialmente arruolabili, pronto a essere attivato in caso di necessità.

Chi deve registrarsi

Obbligo di registrazione al Selective Service System

  • Quasi tutti i maschi tra 18 e 25 anni che vivono negli Stati Uniti (cittadini americani, doppi cittadini, residenti permanenti, asilanti, e — secondo le indicazioni ufficiali — anche gli immigrati non documentati);
  • Tutti i cittadini USA maschi tra 18 e 25 anni, indipendentemente dal Paese di residenza (anche all'estero stabilmente);
  • I doppi cittadini di sesso maschile che possiedono la cittadinanza USA;
  • Termine: entro 30 giorni dal compimento dei 18 anni; chi non l'ha fatto può comunque registrarsi fino al compimento dei 26 anni

Chi è esente

Sono esenti dalla registrazione:

Come ci si registra

La registrazione è semplice: si compila il modulo SSS Form 1 online sul portale sss.gov, oppure a un US Post Office, oppure si invia il modulo cartaceo per posta. La registrazione richiede solo dati anagrafici di base, indirizzo, eventuale numero di Social Security. Non si invia documentazione probatoria. Si riceve, di norma entro qualche settimana, un Selective Service Acknowledgment Card che attesta l'avvenuta registrazione.

Conseguenze della mancata registrazione

La mancata registrazione è una contravvenzione federale teoricamente perseguibile (massimo 5 anni di carcere e 250.000 dollari di multa), ma in pratica non viene perseguita penalmente da decenni. Le conseguenze concrete sono però significative sotto altri profili:

Conseguenze pratiche della mancata registrazione

  • Perdita di accesso agli aiuti finanziari federali: prestiti studenteschi federali, Pell Grant, lavoro studentesco federale
  • Inammissibilità ai lavori del governo federale (la registrazione è richiesta nella maggior parte delle assunzioni federali)
  • Per gli immigrati: negazione della naturalizzazione americana: se l'INS/USCIS rileva una mancata registrazione tra i 18 e i 26 anni, può respingere la domanda di naturalizzazione per mancanza di buona condotta morale (la sanzione decade dopo i 31 anni — cinque anni dopo la fine del periodo di registrazione possibile)
  • Restrizioni per: alcuni programmi di housing, aiuti per la formazione professionale, certe licenze di impiego in determinati Stati

Il doppio cittadino italo-americano: tre scenari

Scenario 1 — Nato prima del 1986, doppio cittadino italo-americano

Generazione tipica dei figli e nipoti di italo-americani della seconda ondata migratoria. Sotto la disciplina italiana, era teoricamente soggetto alla leva fino al 31 dicembre 2004. Sotto la disciplina americana, era soggetto alla registrazione al Selective Service tra i 18 e i 25 anni (per i nati 1960-1985, l'arco di registrazione è caduto tra il 1978 e il 2010 circa).

Cosa accadde in pratica per i doppi cittadini nati ante 1986: chi era residente stabilmente all'estero (in particolare negli Stati Uniti) raramente è stato chiamato dall'Italia, perché il sistema di chiamata si basava sulle iscrizioni anagrafiche italiane. Chi era iscritto AIRE veniva di norma classificato renitente ma non perseguito attivamente. Per la registrazione Selective Service, l'obbligo era pieno per chiunque fosse cittadino USA, indipendentemente dalla residenza: molti italo-americani nati e cresciuti in Italia di seconda generazione hanno scoperto l'obbligo solo nel momento in cui richiedevano un beneficio federale e si vedevano respinta la domanda per mancata registrazione.

Scenario 2 — Nato dopo il 1985, doppio cittadino italo-americano (oggi)

La generazione attuale degli under-40. Per l'Italia, nessun obbligo di leva: il sistema è sospeso, le chiamate non sono mai state attivate per i nati dal 1986 in poi. Per gli Stati Uniti, l'obbligo di registrazione al Selective Service tra 18 e 25 anni è pieno e operante, indipendentemente da dove il giovane uomo vive. Il doppio cittadino italo-americano maschio compie 18 anni in Italia: deve registrarsi al Selective Service entro 30 giorni dal compleanno. Si registra online su sss.gov, riceve la ricevuta, conserva il documento per la vita.

Un obbligo che molti dimenticano

La mancata registrazione al Selective Service è una delle omissioni più frequenti tra i doppi cittadini italo-americani residenti in Italia. Spesso il giovane non sa nemmeno di doverla compiere. Le conseguenze emergono in genere anni dopo: al momento di richiedere un prestito studentesco USA per fare un master in America, al momento di candidarsi a un lavoro federale, al momento di pratiche di immigrazione per altri membri della famiglia. È un atto gratuito, di un minuto, che è bene compiere alla maggiore età e dimenticare.

Scenario 3 — Acquisto della cittadinanza italiana da maggiorenne

Cittadino americano che ottiene la cittadinanza italiana (per discendenza, per matrimonio, per residenza). Acquisisce obblighi di leva italiani retroattivi? No. Lui è già oltre l'età di leva o, comunque, la leva è sospesa per le generazioni attuali. Mantiene gli obblighi americani? Sì, ovviamente: la cittadinanza americana e i suoi obblighi non vengono persi per l'acquisto di altra cittadinanza. Può servire nelle forze armate italiane senza problemi? Sì, è una facoltà aperta a tutti i cittadini italiani, ed è anzi uno dei percorsi di riacquisto della cittadinanza italiana ex art. 13 L. 91/1992 per chi l'avesse perduta. Il servizio nelle forze armate italiane non comporta perdita della cittadinanza americana, perché si tratta di un alleato NATO e non c'è intent di rinunciare alla cittadinanza USA.

La storia dimenticata: i doppi obblighi nella Seconda Guerra Mondiale

Un capitolo poco conosciuto della storia italo-americana riguarda il periodo della Seconda Guerra Mondiale, quando l'Italia e gli Stati Uniti, formalmente entrate in guerra una contro l'altra dall'11 dicembre 1941 (dichiarazione italiana di guerra agli USA, in seguito al Patto Tripartito), produssero un'enorme massa di doppi obblighi militari potenzialmente in conflitto. I figli di italiani emigrati negli USA prima della guerra, divenuti maggiorenni negli anni '40, erano teoricamente soggetti sia al Draft americano sia alla chiamata alle armi italiana. La maggior parte si arruolò nelle forze armate americane, e contribuì significativamente — particolarmente nell'esercito di terra in Italia, dopo il 1943 — alla campagna alleata.

I casi di soldati italo-americani che, mobilitati negli USA, finirono per combattere sul suolo italiano contro l'esercito italiano (o, dopo l'8 settembre 1943, accanto alla Resistenza italiana) sono numerosi e di rilievo storico. Per molti di loro la questione formale della doppia obbligazione fu sciolta dal fatto stesso del servizio attivo: arruolatisi nelle forze americane, prestando giuramento di lealtà agli Stati Uniti, perdevano de facto la cittadinanza italiana sotto la disciplina della L. 555/1912 dell'epoca (acquisto di altra cittadinanza per giuramento di lealtà). Solo molto più tardi, con la giurisprudenza e con la riforma del 1992, la situazione di molti loro discendenti è stata regolarizzata sul piano formale.

Le domande più comuni

La leva militare in Italia è ancora obbligatoria?

No, è sospesa dal 1° gennaio 2005 con la Legge 226/2004 (legge Martino). I nati a partire dal 1° gennaio 1986 non sono mai stati chiamati alle armi. Importante: la leva è stata sospesa, non abolita: l'art. 52 della Costituzione resta operativo e il Parlamento potrebbe riattivare le chiamate con legge ordinaria in caso di necessità (stato di guerra, grave crisi internazionale). Allo stato attuale, nessun obbligo concreto di leva grava sui cittadini italiani.

Sono nato nel 1984 e non ho mai fatto il servizio militare. Sono in regola?

Tendenzialmente sì, se la tua posizione è stata congedata dal distretto militare di competenza. Le possibilità sono diverse: hai prestato servizio di leva nei tempi previsti (congedo ordinario); sei stato esonerato per riforma medica o per altri motivi previsti dalla legge (congedo per riforma); sei stato in obiezione di coscienza al servizio militare (servizio civile alternativo); sei stato dichiarato renitente alla leva ma la posizione si è chiusa con la sospensione del 2005. Per verificare la tua posizione attuale puoi rivolgerti al distretto militare di competenza o all'ufficiale dello stato civile del tuo comune di nascita/residenza, che ha accesso ai dati di leva.

Devo registrarmi al Selective Service se vivo in Italia da sempre?

Sì, se sei cittadino americano maschio tra 18 e 25 anni. L'obbligo di registrazione al Selective Service System grava sul cittadino USA indipendentemente dal Paese di residenza, con stesse modalità per chi vive negli USA e per chi vive all'estero. La registrazione si fa online sul portale sss.gov: bastano pochi minuti.

Cosa succede se ho dimenticato di registrarmi al Selective Service?

Se hai meno di 26 anni, puoi registrarti subito: l'obbligo è teoricamente tra 18 e 25, ma la registrazione tardiva è ammessa fino al compimento dei 26 anni. Se hai più di 26 anni e non ti sei mai registrato, la registrazione non è più possibile e potresti incorrere nelle conseguenze indirette: perdita di accesso ad aiuti finanziari federali, restrizioni per impieghi federali. Per gli immigrati non ancora cittadini, la mancata registrazione tra 18 e 26 può costituire impedimento alla naturalizzazione fino al raggiungimento dei 31 anni di età.

Sono uomo trans, devo registrarmi al Selective Service?

Le regole del Selective Service ai sensi del Military Selective Service Act del 1948 si basano sul sesso assegnato alla nascita. Gli uomini transgender assegnati femmina alla nascita non sono tenuti a registrarsi, ma — secondo le indicazioni ufficiali del SSS — chi è stato assegnato maschio alla nascita resta soggetto all'obbligo anche se ha successivamente assunto un'altra identità di genere. Le regole sono soggette a evoluzione e contestazione: per situazioni specifiche è opportuno consultare il portale ufficiale sss.gov.

Posso servire nell'esercito italiano se sono anche cittadino americano?

Sì, è perfettamente possibile per il doppio cittadino italo-americano arruolarsi nelle Forze Armate italiane. Non perdi la cittadinanza americana (le forze italiane sono alleate NATO, non c'è intent di rinunciare al passaporto USA). Il servizio militare nelle Forze Armate italiane è anzi una delle modalità di acquisto/riacquisto della cittadinanza italiana per chi non l'avesse — è disciplinato dall'art. 9 L. 91/1992 per i discendenti di ex cittadini italiani. La leva non c'è, ma l'arruolamento volontario è aperto a uomini e donne con i requisiti previsti.

Le donne devono registrarsi al Selective Service?

Attualmente no. La questione della registrazione femminile è stata discussa più volte in Congresso, e in particolare con il Military Selective Service Act attuale resta riservata ai soli uomini. Proposte di estensione alle donne sono state avanzate negli ultimi anni (compreso il National Defense Authorization Act in alcune sue versioni), ma finora non sono state approvate. Una decisione della Corte Suprema in Rostker v. Goldberg (1981) ha confermato la legittimità costituzionale della distinzione di genere, sulla base del fatto che le donne erano allora escluse dal combat. Da quando le donne sono ammesse a tutti i ruoli di combattimento (2015), la questione si è riaperta.

Mi hanno detto che mio nonno era "renitente alla leva". Cosa significa?

"Renitenza alla leva" significava — sotto il regime della leva obbligatoria — il fatto di non essersi presentato alla chiamata alle armi senza giustificato motivo. Era reato militare, e produceva conseguenze: iscrizione nei ruoli dei renitenti, possibile procedimento penale militare, conseguenze sui diritti civili (in passato anche l'incapacità elettorale, oggi non più). Per gli emigrati italiani all'estero, molti furono dichiarati renitenti perché chiamati alle armi mentre vivevano già negli USA o in Argentina. Le posizioni di renitenza furono progressivamente sanate da diverse amnistie nel corso del Novecento, e in ogni caso si sono chiuse definitivamente con la sospensione della leva nel 2005. Oggi non è una pratica che produca alcun effetto concreto.

Una pagina del cluster di articoli comparativi tra ordinamento italiano e americano. Gli obblighi militari sono uno degli aspetti più sottovalutati della cittadinanza, ma per le famiglie italo-americane producono problemi pratici che è bene conoscere prima che si manifestino.

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Le pratiche di chiusura di posizioni di leva storiche italiane e di regolarizzazione delle posizioni Selective Service per i doppi cittadini italo-americani sono spesso più tecniche di quanto sembrino. Posso valutare con te lo stato della tua posizione e i passaggi opportuni.

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