Una premessa necessaria

L'Argentina ospita la più grande comunità AIRE del mondo: circa 960.000 cittadini italiani iscritti, davanti a Germania, Svizzera e Brasile. La popolazione di discendenza italiana è stimata fra 20 e 25 milioni di persone, circa il 50-60% della popolazione totale di 47 milioni. Le ondate migratorie massicce sono state due, 1860-1930 e 1947-1970. La rete consolare italiana è capillare: Consolato Generale a Buenos Aires, Consolati a Córdoba, Rosario, Mendoza, La Plata, Mar del Plata, Bahía Blanca, Morón. L'Argentina elegge due deputati e un senatore nella circoscrizione estero America Meridionale.

Per questa comunità il quadro è cambiato due volte nel 2025: in Argentina con il DNU 366/2025 di Milei (15 maggio 2025) che ha stretto i requisiti di residenza per la naturalizzazione argentina, e in Italia con la Legge 74/2025 che ha limitato lo ius sanguinis italiano a due generazioni. Questa pagina ricostruisce il quadro al maggio 2026.

Il quadro normativo

Fonti:

La competenza giurisdizionale rimane in capo ai Juzgados Federales en lo Civil y Comercial (a Buenos Aires Capital) o ai Giudici Federali con competenza nella circoscrizione di residenza del richiedente. La naturalizzazione argentina è procedimento giudiziale, non amministrativo — un unicum nel panorama comparato.

Le tre vie alla cittadinanza

  1. Per nascita (ius soli) — art. 20 Cost. e art. 1.1 Ley 346: tutti i nati sul territorio argentino sono cittadini, indipendentemente dalla nazionalità o status migratorio dei genitori. Eccezione: figli di agenti diplomatici stranieri in servizio;
  2. Per discendenza (ius sanguinis) — art. 1.2 Ley 346: figli di argentini nativi nati all'estero che optino per la cittadinanza ("ciudadanía por opción"). Procedura semplificata presso il Consolato argentino competente o presso il Registro Nacional de las Personas (RENAPER);
  3. Per naturalizzazione — art. 2 Ley 346, con i criteri rivoluzionati dal DNU 366/2025.

Ius soli argentino: il più generoso del mondo

L'Argentina applica uno ius soli puro, paragonabile solo a quello di Stati Uniti, Canada, Brasile e poche altre giurisdizioni. La conseguenza pratica è che bastano poche ore in territorio argentino al momento del parto per conferire la cittadinanza al nascituro, e indirettamente facilitare la posizione migratoria dei genitori (che possono ottenere residenza per "ser padre/madre de hijo argentino" ex art. 22 bis Ley 25.871).

Il fenomeno ha alimentato un significativo turismo natale, particolarmente da parte di cittadine russe in fuga dalla mobilitazione 2022-2023: secondo dati della DNM, oltre 22.000 donne russe in stato di gravidanza sono entrate in Argentina tra il 2022 e il 2023. Il governo Milei ha mantenuto invariato l'art. 20 della Costituzione (modifica richiederebbe procedura aggravata ex art. 30 Cost.), ma il DNU 366/2025 ha stretto le maglie della residenza derivata per i genitori di figli argentini.

Naturalizzazione: la regola dei due anni e la riforma 2025

Regime previgente (1869 - maggio 2025)

L'art. 2 Ley 346 richiedeva semplicemente "dos años de residencia continua en la República" ai maggiorenni stranieri. La giurisprudenza federale, consolidata da decenni (in particolare CSJN, Ni I-Hsing, 2009), aveva interpretato "residencia" come mera presenza fisica continuativa, prescindendo dallo status migratorio. Bastava quindi la permanenza con visto turistico o, addirittura, in posizione irregolare: il giudice federale verificava esclusivamente la continuità fattuale tramite documentazione varia.

Regime post-DNU 366/2025

Il decreto del 15 maggio 2025, motivato nel preambolo dalla necessità di "ordenar el sistema migratorio y evitar el aprovechamiento del régimen de naturalización por parte de personas en situación irregular", ha introdotto la riserva di legalità migratoria: i 2 anni devono ora essere di residenza legale continua, documentata da DNI (Documento Nacional de Identidad) per stranieri con residenza temporaria o permanente rilasciata dalla DNM.

Sono esclusi dal computo i periodi trascorsi con:

La modifica è la più rilevante in oltre 150 anni di vigenza della Ley 346 e ha sollevato critiche dottrinali (Pablo Asa - CELS; Lelio Mármora), che sostengono possa configurarsi un'incostituzionalità per contrasto con l'art. 20 Cost., che non condiziona la naturalizzazione alla legalità migratoria pregressa. Diversi ricorsi sono pendenti davanti alla CSJN al maggio 2026.

Caratteristiche procedurali invariate

Residenza ridotta e fattori sostitutivi

L'art. 2 secondo comma Ley 346 prevede la riduzione del requisito biennale (potenzialmente fino a zero anni effettivi, a discrezione del giudice) in presenza di specifici "servicios" o legami con l'Argentina:

  1. Aver esercitato cariche pubbliche retribuite dal governo nazionale o provinciale;
  2. Aver servito nelle forze armate argentine o partecipato a una guerra in difesa della Nazione;
  3. Aver realizzato opere di colonizzazione in territorio argentino;
  4. Essere coniuge di cittadino/a argentino/a nativo/a;
  5. Essere figlio/a di padre o madre argentini nativi, nato all'estero (alternativa all'opción);
  6. Aver realizzato invenzioni, opere artistiche, scientifiche o tecniche di rilievo;
  7. Essere clero cattolico in servizio in Argentina;
  8. Industriali residenti che abbiano introdotto industrie utili nel Paese;
  9. Aver realizzato investimenti di rilievo secondo regolamentazione.

Il DNU 366/2025 ha mantenuto queste ipotesi ma chiarito che, anche per i casi di residenza ridotta, la residenza effettiva deve essere legale.

La comunità italiana in Argentina

Iscritti AIRE: 960.000 cittadini italiani — la più grande comunità AIRE del mondo. Italiani per discendenza: 20-25 milioni (circa il 50-60% della popolazione totale di 47 milioni). Brasile contende il primato per numeri assoluti, ma in Argentina la percentuale sulla popolazione è incomparabile.

Per gli italiani non serve un visto specifico per soggiorni turistici (90 giorni esenti); per la naturalizzazione argentina post-DNU 366/2025, tuttavia, gli italiani devono ora ottenere la residencia temporaria o permanente presso la DNM prima di iniziare il computo dei due anni utili.

L'effetto incrociato della riforma italiana 2025

Il DL 36/2025 convertito nella Legge 74/2025 ha riformato lo ius sanguinis italiano limitando il riconoscimento alla discendenza fino al secondo grado (genitori e nonni nati in Italia o cittadini italiani al momento della nascita del discendente).

L'impatto sulla comunità italo-argentina è enorme: si stima che diversi milioni di italo-argentini, discendenti di bisnonni o trisavoli emigrati nelle ondate 1880-1920, abbiano perso de facto la possibilità di accedere alla cittadinanza italiana per discendenza. I dati dei consolati italiani in Argentina mostrano arretrati di pratiche di riconoscimento (storicamente quinquennali a Buenos Aires) che il legislatore italiano ha voluto in parte gestire con la riforma.

Flusso inverso: molti italo-argentini, esclusi dall'opzione italiana, stanno valutando il rafforzamento della posizione argentina (rinnovo DNI, opción per nati all'estero) o la naturalizzazione argentina, ma con il nuovo vincolo legale del DNU 366/2025.

La procedura giudiziale

A differenza della maggioranza dei Paesi (naturalizzazione amministrativa), in Argentina si tratta di un procedimento giudiziale contenzioso:

  1. Deposito dell'istanza davanti al Juzgado Federal en lo Civil y Comercial della circoscrizione di residenza;
  2. Documentazione: DNI argentino per stranieri, certificato di residenza DNM, certificato di nascita legalizzato/apostillato, certificato penale del Paese d'origine e argentino, prova dei mezzi di sussistenza, prova della residenza continua;
  3. Vista del PROCUVIN/Fiscalía Federal che verifica i requisiti;
  4. Verifiche d'ufficio: Interpol, Registro Nacional de Reincidencia, AFIP (ora ARCA dopo riforma Milei 2024);
  5. Udienza personale davanti al giudice (valutazione lingua e integrazione);
  6. Sentenza di concessione;
  7. Giuramento solenne davanti al giudice federale di "fidelidad a la Constitución Nacional";
  8. Carta de Ciudadanía rilasciata dal RENAPER;
  9. Nuovo DNI argentino come cittadino e diritto al passaporto.

Durata media: 18-30 mesi post-riforma, in aumento per i nuovi vincoli istruttori.

Doppia cittadinanza e Convenzione 1971

L'Argentina ammette pienamente la doppia (e plurima) cittadinanza: l'art. 21 Ley 346 e la giurisprudenza CSJN (causa Padilla e successive) confermano che non vi è rinuncia automatica né richiesta di rinuncia all'altra nazionalità.

L'Italia, ex art. 11 L. 91/1992, ammette la doppia cittadinanza.

Tra i due Paesi vige la Convenzione di cittadinanza italo-argentina del 29 ottobre 1971 (ratificata in Italia con L. 282/1973, in vigore dal 12 settembre 1974). Strumento bilaterale peculiare: prevede che il cittadino di una Parte che si naturalizzi nell'altra non perda la cittadinanza originaria, ma "sospenda" i diritti civili e politici della prima, attivando quelli della seconda. La giurisprudenza italiana e MAECI ne hanno progressivamente svuotato la portata restrittiva dopo l'entrata in vigore dell'art. 11 L. 91/1992, con effetto pratico di piena doppia cittadinanza operativa.

Fiscalità: Convenzione contro le doppie imposizioni

Convenzione Italia-Argentina contro le doppie imposizioni: firmata a Roma il 15 novembre 1979, ratificata in Italia con L. 27 aprile 1982 n. 282, in vigore dal 5 dicembre 1983.

Per il fiscalmente residente in Italia con beni in Argentina:

L'Argentina non è inclusa nelle black list italiane (DM 4 maggio 1999, DM 21 novembre 2001), e partecipa al CRS dal 2017 con scambio automatico effettivo.

Fiscalità argentina

Volatilità e contesto macro

Storica volatilità: iperinflazione anni '80, default 2001, crisi cambiarie ricorrenti. L'inflazione 2023 ha superato il 200% annuo, scendendo nel 2024-2025 grazie al programma Milei (stima 2025: ~30% annuo). Il dibattito sulla dollarizzazione, centrale nella campagna 2023, è stato per ora accantonato a favore di una stabilizzazione monetaria. Il piano di rimozione del cepo cambiario, completato in larga parte nel 2025, ha riavvicinato i tassi ufficiali e MEP/CCL.

Passaporto argentino

Considerazioni strategiche

  1. Italo-argentini esclusi dalla riforma italiana 2025: valutare consolidamento posizione argentina, evitare rischi di apolidia, considerare opzioni di "grandfathering" italiano in via di esaurimento;
  2. Italiani che valutano relocation in Argentina: pianificare con attenzione la residencia DNM preliminare; il nuovo regime DNU 366/2025 rende non più sufficiente la mera permanenza turistica protratta;
  3. Pianificazione fiscale: la combinazione doppia cittadinanza + residenza fiscale italiana mantenuta con applicazione della Convenzione 1979 resta lo schema più diffuso per professionisti e investitori;
  4. Identità diasporica: rete COMITES, Dante Alighieri, scuole italiane (Cristoforo Colombo a Buenos Aires); preservazione linguistica significativa anche se in declino generazionale.
Sintesi informativa

Per gli italiani che vivono in Argentina o vi si trasferiscono, il DNU 366/2025 ha trasformato un percorso storicamente molto accessibile (2 anni di mera presenza) in uno che richiede oggi due anni di residenza legale qualificata DNM. Per gli italo-argentini con bisnonno emigrato, la riforma italiana 2025 ha chiuso la via dello ius sanguinis italiano: la maggior parte resta definitivamente argentina, salvo le pratiche depositate prima del 27 marzo 2025. La Convenzione bilaterale del 1971 e l'art. 11 Legge 91/1992 garantiscono la doppia cittadinanza per chi ce l'ha già o la acquisisce ora.