Perché esistono le esenzioni per gli anziani

Il Congresso americano riconosce, fin dalla riforma dell'Immigration and Nationality Act, che imporre lo studio dell'inglese e di nozioni di storia americana a chi vive negli Stati Uniti da decenni e si avvicina o supera l'età della pensione sarebbe ingiusto e, in molti casi, semplicemente impraticabile. Per questo motivo la legge prevede tre forme di sollievo, codificate in INA § 312(b) e nelle relative norme regolamentari (8 CFR § 312.1 e 312.2), che permettono al richiedente anziano di affrontare la procedura di naturalizzazione in condizioni più adatte alla propria età e alla propria storia migratoria.

Nella mia attività di avvocato a New York e nel New Jersey ho seguito molti clienti italiani anziani che hanno chiesto la cittadinanza americana dopo trent'anni, quarant'anni, a volte cinquant'anni di vita negli Stati Uniti. Quasi sempre, la prima preoccupazione che esprimono è la stessa: non si sentono pronti a un esame in inglese. Le esenzioni che descrivo qui sotto sono pensate proprio per loro.

L'esenzione 50/20: cinquant'anni e vent'anni di Green Card

La prima esenzione — comunemente chiamata "50/20" — si applica al richiedente che, alla data di presentazione del modulo N-400, abbia compiuto 50 anni e abbia mantenuto lo status di residente permanente legale (LPR, ovvero Green Card) per almeno 20 anni complessivi. Entrambe le condizioni devono sussistere contemporaneamente al momento del deposito della domanda.

Chi rientra nella regola 50/20 è esentato dal requisito della conoscenza della lingua inglese. L'intervista presso USCIS — sia la parte sull'N-400, sia il test di educazione civica — può svolgersi in italiano (o in qualsiasi altra lingua scelta dal richiedente) con l'ausilio di un interprete. Il test di civica resta quello standard sulle 100 domande.

L'esenzione 55/15: cinquantacinque anni e quindici di Green Card

La seconda esenzione — "55/15" — riguarda chi, alla data del deposito dell'N-400, abbia compiuto 55 anni e sia stato titolare di Green Card per almeno 15 anni. Il trattamento è identico al 50/20: niente test in inglese, intervista in italiano con interprete, test di educazione civica nella versione standard.

La differenza tra 50/20 e 55/15 non è una scelta del richiedente: si applica automaticamente quella per cui si è in possesso dei requisiti. Chi ha 56 anni e 16 anni di Green Card rientra in entrambe — e nei fatti il trattamento è il medesimo.

L'esenzione 65/20: sessantacinque anni e test semplificato

La terza esenzione — "65/20" — è la più favorevole. Si applica al richiedente che, al momento del deposito dell'N-400, abbia compiuto 65 anni ed abbia almeno 20 anni di residenza legale. In questo caso il richiedente:

  • è esentato dal requisito di conoscenza della lingua inglese (intervista in italiano con interprete);
  • sostiene una versione semplificata del test di educazione civica: solo 20 domande designate dall'USCIS (invece del bacino completo di 100), tutte studiabili in anticipo nella propria lingua;
  • deve rispondere correttamente a 6 domande su 10 per superare l'esame.

Le 20 domande del test "65/20" sono pubblicate ufficialmente da USCIS e includono i contenuti più essenziali della storia e dell'organizzazione costituzionale americana. Per molti dei miei clienti italiani over 65, questa è la condizione che rende la cittadinanza un obiettivo finalmente raggiungibile.

In sintesi

50/20 — esenzione inglese, civica standard. 55/15 — esenzione inglese, civica standard. 65/20 — esenzione inglese e civica semplificata su 20 domande.

Come si dimostrano gli anni di Green Card

Il calcolo degli anni di residenza permanente è un punto su cui USCIS è spesso rigorosa. Si conta a partire dalla data riportata sulla Green Card come "Resident Since" — cioè la data in cui lo status di LPR è stato acquisito. Non importa se la prima Green Card è scaduta e ne è stata emessa una di rinnovo: ciò che conta è la continuità ininterrotta dello status, non la validità della singola tessera.

Per i clienti che possiedono solo Green Card di rinnovo recente, raccolgo sempre — prima del deposito — copia delle vecchie carte, eventuali I-797 di approvazione, copie dei timbri dei vecchi passaporti con il visto di ingresso da immigrato (IR-1, F-2, ecc.). In casi limite si può richiedere a USCIS la storia completa attraverso una FOIA Request (Freedom of Information Act).

L'interprete: chi può fare da interprete e cosa deve portare

L'interprete deve essere fornito dal richiedente: USCIS non lo mette a disposizione. Sebbene la prassi possa variare leggermente da ufficio a ufficio, le linee guida federali e l'USCIS Policy Manual richiedono un interprete che:

  • abbia compiuto almeno 18 anni;
  • sia fluente sia in inglese che in italiano (o nella lingua scelta);
  • sia in grado di tradurre fedelmente, senza riassumere o aggiungere;
  • non sia normalmente parente stretto, avvocato o testimone del richiedente, salvo eccezioni motivate;
  • presenti un documento di identità valido all'intervista.

Il richiedente e l'interprete firmano insieme il modulo G-1256 (Declaration for Interpreted USCIS Interview), in cui entrambi attestano l'assenza di conflitti di interesse e l'impegno alla traduzione fedele.

Attenzione

L'errore più frequente è presentarsi all'intervista con un interprete improvvisato — un nipote, un amico — che si rivela in difficoltà a tradurre il linguaggio formale dell'esame USCIS. L'ufficiale può rifiutare l'interprete e rinviare l'intervista, con mesi di ritardo. Vale la pena affidarsi a un interprete professionista o, comunque, a una persona davvero bilingue.

Cosa portare all'intervista N-400

Anche per i clienti che beneficiano delle esenzioni anziani, la documentazione da portare il giorno dell'intervista resta sostanzialmente la stessa di una pratica ordinaria. Ne raccomando in particolare:

  • la Green Card in originale (e, se disponibili, le carte precedenti);
  • il passaporto italiano valido e tutti i passaporti posseduti durante il periodo di residenza permanente;
  • la lettera di convocazione USCIS;
  • copia del modulo N-400 depositato e dell'eventuale ricevuta;
  • documenti relativi a stato civile (matrimoni, divorzi, certificati di morte del coniuge);
  • documento d'identità dell'interprete e modulo G-1256 firmato.

Errori e insidie comuni

Gli errori che vedo più spesso nelle pratiche degli anziani sono questi:

  1. Confondere età alla data dell'intervista con età alla data del deposito. Il requisito di età si verifica al momento del deposito dell'N-400. Chi compie 65 anni due settimane dopo aver depositato la domanda non rientra nel 65/20 — anche se l'intervista avverrà mesi dopo.
  2. Calcolare i 20 anni di Green Card male. Se la residenza è stata interrotta da abbandono o revoca, il conteggio riparte da capo dalla riacquisizione.
  3. Presentarsi senza interprete. USCIS aspetta in genere una sola volta. La seconda assenza dell'interprete viene letta come mancata cooperazione.
  4. Non studiare le 20 domande del 65/20. Sono "facili" rispetto alle 100 — ma vanno comunque preparate. Ho visto rifiuti a una sola domanda di distanza dalla soglia.

Il ruolo dell'avvocato nelle pratiche per anziani

Mi capita spesso di lavorare con clienti italiani che vivono negli Stati Uniti da quaranta o cinquant'anni e che non hanno mai chiesto la cittadinanza per timore del test. Il mio lavoro, in questi casi, comincia con una verifica precisa della loro storia migratoria — quando è stata acquisita la Green Card, se ci sono state interruzioni, se la data di nascita sui documenti USCIS è corretta. Da lì si individua l'esenzione applicabile, si predispone l'N-400 con la richiesta esplicita di intervista in italiano, si seleziona un interprete adatto, si prepara il cliente sulle 20 o 100 domande di civica.

In oltre 250 pratiche di cittadinanza, una buona parte ha riguardato proprio anziani italiani: l'esperienza accumulata mi permette di anticipare le difficoltà che possono emergere all'intervista e di accompagnare il cliente passo per passo, fino al giuramento di fedeltà.


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